Non solo Guinness: le altre birre Irlandesi

Non solo Guinness: le altre birre Irlandesi

Dici Irlanda e dici birra, il più delle volte dici Guinness ma per fortuna quella splendida terra non ci offre solo la nera più famosa del mondo. In questo articolo ad alto tasso alcolico scoprirai i vari tipi di birre made in Ireland, di tutti i colori e per tutti i palati… anche quelli più
Tempo di lettura: 6 minuti
Pubblicato il Ottobre 26, 2015 - di alessia

Dici Irlanda e dici birra, il più delle volte dici Guinness ma per fortuna quella splendida terra non ci offre solo la nera più famosa del mondo. In questo articolo ad alto tasso alcolico scoprirai i vari tipi di birre made in Ireland, di tutti i colori e per tutti i palati… anche quelli più sopraffini!

No Guinness

Io ragazzi ci ho provato. L’ho provata in Italia e mi hanno detto che era normale la mia reazione di sdegno: dovevo provarla là, dove tutto ha avuto inizio. Già, anche io ho creduto alla leggenda che la Guinness spillata in Irlanda è una cosa, mentre spillata altrove (o addirittura non spillata… hanno provato a farmela anche bere in lattina… che orrore!) è tutt’altro. Qualcuno sostiene che, siccome i tempi di distribuzione fuori dall’Irlanda sono più lunghi, il motivo che rende la Guinness in Irlanda eccellente è, in definitiva, la sua freschezza. Quindi, col cuore gonfio di speranza, in una piovigginosa mattina (si perché? Pensate che la birra, in Irlanda, si beva solo di sera?) del luglio scorso, in un paesino sperduto sulla costa del Connemara del quale non ricordo il nome (sarà colpa della birra?) mi sono decisa a sfatare o confermare il mito e, per fare ciò, essendo una persona molto prudente, ho ordinato una mezza pinta (una delle cose più amorali che si possa fare in un pub irlandese: o pinta o, se non ti va, vai a casa). E meno male ne ho presa solo mezza! Non c’è stato verso di farsela piacere e per non ferire l’orgoglio nazionale, ho dovuto “piombarmela” tutta.

E’ strana la Guinness… per me ha un sapore più vicino al caffè che alla birra… un ché di tostato… non saprei. Esilaranti sono i commenti dei non amanti della Guinness: “Sa di terra” oppure “Sembra di mangiare invece che di bere da quanto è pastosa”; “Ma la birra non era una bevanda gassata?” e così via. Insomma, personalmente ringrazio il signor Guinness solo perché lo stufato preparato con la sua birra è qualcosa di incredibile.

Le altre stout

Qualcuno vi dirà che la Guinness, alla fine, è tanto fumo e niente arrosto e che ci sono birre delle stesso tipo, le stout, che non hanno niente a che vedere con l’icona nazionale e che sono buonissime… ma, dopo la mia esperienza nel Connemara, non me la sono sentita di continuare la mia esplorazione e ho preferito arrendermi.

Le stout sono birre scure ad alta fermentazione prodotte con malto d’orzo tostato e ne esistono effettivamente diversi tipi: le Coffee, le Chocolate, le Milk, le Oatmeal, le Imperial e infine (reggetevi) le Oyster(sì, le fanno con le ostriche… sono abbastanza scioccata anche io). Oltre a quella del signor Guinness, le birre stout più famose sono la Beamish, la Murphy’s (entrambe di Cork ed entrambe confluite sotto il marchio Heineken) e l’irlandese del nord Caffrey’s. E’ sicuramente il tipo di birra più amato dagli Irlandesi: il 50% del mercato è occupato dalle stout… e l’altro 50%?

Le birre ale in generale

Con il termine ale si intendono tutte le birre al alta fermentazione, quindi anche le stout. Ma per i profani come me sembrano essere un genere molto diverso. Ne esistono diversi tipi (pale ale, brown ale ecc.) ma tutte quelle che mi è capitato di bere in Irlanda avevano un caratteristico sapore dolciastro e molto corposo, della serie che se non bevi velocemente, il fondino non lo bevi nemmeno se ti pagano. E bada bene che le temperature di servizio delle birre in Irlanda sono abbastanza alte, per il tipo di birra, per la temperatura esterna e per consuetudine. Quindi se si cerca una bella birra ghiacciata, conviene andare altrove!

Le birre rosse

Fortunatamente, in Irlanda non esistono solo le birre ad alta fermentazione, così ho potuto gioire della birra irlandese anche io! E vi dirò di più: io, ultras delle birre chiare, mi sono innamorata di una birra rossa, la Smithwick’s. Non lasciarti intimidire dallo spelling, è inutile: per quanto ci si sforzi di pronunciare correttamente questo nome al bancone di un pub, ogni barista irlandese vi risponderà ‘What? A Smit-ics?’ e lì c’è solo da arrendersi all’evidenza che lo pronunciano strano anche loro. Comunque, è una birra rosso rubino, con poca schiuma e non particolarmente amara, ma neanche dolciastra come tante rosse. E’ prodotta a Kilkenny e almeno fino a poco tempo fa era difficile trovarla al di fuori dell’Irlanda, dove invece è molto comune un’altra rossa, prodotta nello stesso stabilimento, la Kilkenny (che ho personalmente trovato in Italia anche nelle versioni Strong e Cream, quest’ultima molto particolare e praticamente sgassata, infatti viene spillata con l’azoto, come la Guinness).

Le birre chiare

La più famosa fuori dall’Irlanda è la Harp (oltre al trifoglio, anche l’arpa è un simbolo irlandese) ma devo dire che di pub ne ho girati tanti e l’avrò trovata sì e no due volte. Questo accredita la teoria secondo la quale agli irlandesi non piace tanto questa Harp e che bevano più volentieri addirittura birre di importazione, come la Carlsberg. Io che irlandese non sono, me la bevo volentieri una Harp e nelle serate più sbarazzine mi concedo anche una Harp Strong. Forse due.

Le verdi… le verdi?

Avevo sentito parlare di birre verdi ma non ero mai andata a fondo nella questione. Pensavo fossero un prodotto di nicchia, che solo i veri irlandesi potevano conoscere e apprezzare. La risposta invece l’ho avuta lavorando in un pub irlandese in Italia quando, per la festa del 17 marzo, mi è stato chiesto di appendere il cartello ‘Per San Patrizio, birra verde!’. In quell’occasione ho scoperto che la famigerata birra verde è il risultato della somma del giallo della birra chiara e del blu del curaçao, un liquore caraibico (una roba strana, in fin dei conti). Si tratta quindi di un “beer cocktail” (non c’è da ridere, è pieno in Irlanda di questi intrugli!) concepito per la festa del patrono e che quindi non poteva che essere verde! Sul gusto non mi pronuncio, ma l’effetto scenico è meraviglioso!

Occhio al sidro!

Se pensi di entrare in un pub irlandese e indicare a caso una spina, tanto una birra vale l’altra, occhio al sidro! E’ una bevanda alcolica a base di mele (o di pere… il mio preferito!) e viene spillata da fusti e spine identici a quelli della birra! Quindi non chiedere mai, tutto disinvolto, una Bullmers o una Strongbow Gold, a meno che tu non voglia provare l’ebrezza del sidro, che comunque ti consiglio se vuoi una bella bevanda fresca in estate (addirittura ti propongono di aggiungerci del ghiaccio). Attenzione… perché anche nei pub irlandesi in Italia il sidro Bullmers viene esportato con nome di Magners, secondo me per confondere le idee un po’ a tutti e farlo ordinare ai clienti per sbaglio!

Per concludere, di alternative alla Guinness in Irlanda ce ne sono, anche se tante appartengono al gruppo delle stout e, per chi non è abituato a bere questo tipo di birra, la differenza è davvero poca. Ma se agli irlandesi piacciono quelle… che gli vuoi fare? E’ giusto che producano le loro stout dry, e anzi, ringraziamo se i birrifici minori, accanto alle stout, producono anche birre rosse, ale e chiare.

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