Top 7: le serie tv medical migliori di sempre

Top 7: le serie tv medical migliori di sempre

Un tempo era Un detective in corsia, impersonato da Dick Van Dyke (l’affabile spazzacamino già visto in Mary Poppins): simpatico, affidabile e premuroso, nonostante una vocazione alla Angela Lansbury di La Signora in Giallo in versione ospedaliera. In effetti, il mondo dei medici e degli ospedali è stato, almeno fino agli anni 90, baluardo di figure
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Pubblicato il Marzo 28, 2017 - di alessia

Un tempo era Un detective in corsia, impersonato da Dick Van Dyke (l’affabile spazzacamino già visto in Mary Poppins): simpatico, affidabile e premuroso, nonostante una vocazione alla Angela Lansbury di La Signora in Giallo in versione ospedaliera.

In effetti, il mondo dei medici e degli ospedali è stato, almeno fino agli anni 90, baluardo di figure rassicuranti e protettive: infermiere premurose e materne, medici (quasi tutti maschi) competenti sul posto di lavoro e ottimi padri di famiglia fuori dalla corsia. Insomma, tutta brava gente: composta, seria e moralmente ineccepibile.

Tutto questo almeno fino agli anni 90 e all’arrivo sugli schermi del medical più famoso di tutti i tempi: E.R. La serie creata dallo scrittore Michael Crichton e coprodotta da Steven Spielberg rivoluzionò il genere e cambiò il nostro modo di percepire i dottori: finalmente umani, spesso cinici, con moralità discutibili e, in alcuni casi, stipendi bassi e famiglie disastrate.

Da lì… il passo è stato breve e le serie tv ambientate in ospedale si sono moltiplicate. Oggi ti mostrerò la mia top 7: le serie tv medical migliori di sempre!

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E.R. (1994-2009)

15 stagioni, 331 episodi, ascolti sempre molto buoni: ma la ricetta del successo di questa serie risiedeva certamente nella potenza emotiva delle storie raccontate, non solo dei pazienti ma anche dei medici e del personale dell’ospedale.

Steven Spielberg e Michael Crichton decisero di sfruttare una vecchia sceneggiatura di quest’ultimo (e di lasciare ad un secondo momento la realizzazione del film sui dinosauri ispirato a Jurassic Park, sempre di Crichton) e puntarono tutto su un cast assai promettente: George Clooney (il dottor Doug Ross), Noah Wyle (il dottor John Carter), Julianna Margulies (l’infermiera Carol Hathaway) sono solo i 3 nomi più famosi di una lunga lista!

Da vedere perché: è il capostipite del genere ed ha saputo evidenziare sapientemente il lato drammatico e umano dei medici e della professione medica.

Scrubs (2001-2010)

Si potrebbe definire l’antitesi di E.R.: della professione medica, infatti, Scrubs illustra il lato umoristico e smaccatamente paradossale. Nella serie si raccontano le divertenti vicende del giovane specializzando John Dorian e degli altri tirocinanti dell’ospedale Sacro Cuore. Le scene sono esilaranti e anche se, a volte, si affrontano casi tristi (e anche gravi) questi sono sempre vissuti con grande ironia. L’inserviente, la dottoressa bionda, l’intrattabile dottor Cox e il cinico primario Bob Kelso sono solo alcuni dei personaggi magistralmente interpretati da un cast eccellente.

Da vedere perché: tutto in Scrubs è affrontato con intelligente ironia. E si ride tanto!

Grey’s Anatomy (2005- in corso)

Non si può parlare di medical senza citare il famosissimo Grey’s Anatomy, la medical serie che, per empatia e partecipazione, non ha rivali! Qui, a differenza di tutte le altre serie citate, il fulcro della narrazione non sono i casi clinici e i pazienti, bensì le vicende personali riguardanti medici e personale sanitario. Protagonista è Meredith Grey (Ellen Pompeo), tirocinante di chirurgia che condivide le sue difficoltà e sofferenze con alcuni colleghi (fra i quali Cristina Yang alias Sandra Oh e Izzie Stevens alias Katherine Heigl).

La ricetta del segreto di Grey’s Anatomy (oltre ai belloccioni di turno come Patrick Dempsey e Justin Chambers per citarne solo due) risiede nella prontezza della produzione nel gestire i tanti colpi di scena clamorosi che hanno portato a cambiamenti di direzione anche improvvisa della trama: come a dire che, nonostante tutto, lo show va avanti e continua a tenere milioni di fan incollati allo schermo.

Da vedere perché: è un buon mix di sentimentalismo e azione medica (con una netta propensione verso il primo elemento).

Dr. House (2004-2012)

Finora abbiamo parlato di serie corali, ovvero che trattavano vicende di un gruppo di personaggi, ognuno con la sua specificità, il suo carattere e suoi pregi e difetti. Dr. House, invece, punta tutto su un’unica, carismatica figura: il cinico dottor House, interpretato da Hugh Laurie. Infatti la caratteristica principale di House è quella di essere un vero genio in campo medico ma, contemporaneamente è anche del tutto privo di empatia nei confronti di pazienti e colleghi (che disprezza in maniera molto poco velata).

Da vedere perché: a livello medico si imparano tantissime curiosità interessanti!

Nip/Tuck (2003-2010)

Già il fatto che l’ideatore della serie fosse quel Ryan Murphy che ha poi firmato successi come Glee o American Horror Story, prometteva bene! La storia racconta di due chirurghi plastici di Miami, Sean McNamara (il bel Dylan Walsh) e Christian Troy (Julian McMahon, che nel 2005 fu candidato anche al Golden Globe come “miglior attore in una serie drammatica”).

Da vedere perché: la serie è stata spesso accusata di essere eccessivamente scabrosa…

Menzioni speciali Made in Italy

Un medico in famiglia (1998-in corso)

Prima menzione speciale per Un medico in famiglia, la fiction che più di tutte in Italia ha parlato della sanità e della vita (molto ordinaria ma serena) di un medico di base. Famiglia, affetti e sani valori la fanno da padroni in questa serie tv che ha fatto la storia della televisione italiana e che, in tempi non sospetti, parlava di tematiche “calde” come l’adolescenza, la droga, l’integrazione.

Da vedere perché: ha fatto la storia della televisione italiana ed è un classico degli anni 90!

Boris (2007-2010)

Seconda menzione speciale per Boris, serie tv che in maniera divertente, racconta una sanità molto diversa da quella tipica dei serial americani: molto meno patinata e affascinante ma a noi tanto cara! Il fulcro della serie non è la medicina, bensì il mondo delle serie tv: sì, perché la storia è quella di un cast e di un gruppo di addetti alla lavorazione di una fiction medica Gli occhi del cuore (e poi, per restare al passo con l’America, Medical Dimension).

Da vedere perché: i toni sono grotteschi, paradossali e divertentissimi. Come ama dire Stanis, davvero “troppo italiani”!

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