Rio de Janeiro: 11 curiosità che in pochi conoscono

Rio de Janeiro: 11 curiosità che in pochi conoscono

Se ami il carnevale saprai di certo che il più famoso al mondo si tiene proprio in questo periodo ed è quello spettacolare di Rio de Janeiro, in Brasile. Costumi incredibili, musiche travolgenti, ballerine di samba stupende e spiagge da sogno: alcuni dicono che, almeno una volta nella vita, si deve partire per questa città e
Tempo di lettura: 5 minuti
Pubblicato il Marzo 1, 2017 - di alessia

Se ami il carnevale saprai di certo che il più famoso al mondo si tiene proprio in questo periodo ed è quello spettacolare di Rio de Janeiro, in Brasile. Costumi incredibili, musiche travolgenti, ballerine di samba stupende e spiagge da sogno: alcuni dicono che, almeno una volta nella vita, si deve partire per questa città e ballare fino all’alba, divertirsi, bere caipirinha e abbronzarsi come non ci fosse un domani sulla splendida spiaggia di Copacabana!

Se stai pensando di organizzare un viaggio, ci sono alcune cose che devi sapere: queste sono 11 curiosità su Rio de Janeiro che forse non sai ma che devi assolutamente sapere.

Rio de Janeiro: 11 curiosità che in pochi conoscono

1. Rio de Janeiro significa “Fiume di Gennaio“, ma il fiume non c’è!

Il nome della città significa “Fiume di Gennaio” ma da quale fiume, fra i 200 che attraversano Rio, prende il nome? In realtà, da nessuno di essi. Si dice infatti che l’esploratore portoghese Gaspar de Lemos approdò nella zona per la prima volta nel gennaio 1502; sempre secondo la leggenda, Lemos avrebbe inventato il nome della città, scambiando la baia di Guanabara per la foce di un grande fiume.

2. Le stelle sulla bandiera hanno un preciso significato

Le stelle sulla bandiera brasiliana hanno un significato ben preciso: infatti rappresentano il cielo sopra Rio nella notte del 15 novembre 1889, il giorno della proclamazione della Repubblica brasiliana.

3. Se vuoi ballare la samba, vai nelle favelas

A Rio si trovano più di mille baraccopoli abitate da quasi un quinto degli abitanti della città. Ma non tutti sanno cheproprio nelle favelas gli schiavi africani e i loro discendenti inventarono quello stile musicale oggi conosciuto come “samba”.La maggioranza delle scuole di samba più famose della città (quelle che si sfidano al Sambodromo al termine della parata di carnevale) si trova nelle baraccopoli. Il termine “samba” (in portoghese di genere maschile, in italiano femminile) deriva da una parola bantu dell’Africa occidentale che significa “pregare” e da una parola angolana che sta per “movimenti pelvici”: sembra, infatti, che ballare la samba possa mandare le persone in trance!

4. Rio non è la capitale!

Uno degli errori più comuni è associare Rio de Janeiro alla capitale del Brasile; probabilmente ciò succede poiché questa è la città brasiliana più famosa al mondo! In realtà Rio è stata la capitale del Brasile fino al 1960, poi ha ceduto il posto a Brasilia. In realtà non è neppure la città più popolata: infatti è “solo seconda” dopo São Paulo.

5. La statua del Cristo Redentore è una delle nuove sette meraviglie del mondo

Il simbolo più famoso della città è il Cristo Redentore, quella grande statua eletta una tra le Nuove Sette Meraviglie del Mondo nel 2007. Le braccia del Cristo, con un’apertura di 28 metri, sono state costruite senza l’ausilio di nessuna impalcatura! La statua è alta 30 metri (più 8 di piedistallo) e le sue luci furono accese per la prima volta da un italiano, Guglielmo Marconi, che le azionò tramite un segnale radio emesso da Roma. Per via della sua posizione sopraelevata, il Cristo è spesso colpito dai fulmini e nel 2014 ha perso un pollice!

6. Qui c’è il cielo più blu del mondo

Nel 2006 la ventisettenne Anya Hohnbaum ha visitato 20 destinazioni diverse alla ricerca del cielo più blu del mondo. Armata di uno spettrometro portatile sviluppato dagli scienziati del National Physical Laboratory britannico, la ragazza ha dimostrato che il cielo più blu in assoluto è proprio quello brasiliano!

7. A Rio c’è l’ottava biblioteca più grande del mondo

Nel novembre del 1807 la famiglia reale portoghese emigrò a Rio de Janeiro per sfuggire alle truppe di Napoleone. Assieme alla servitù e alle suppellettili necessarie, le 14 navi predisposte al “trasloco” trasportarono anche la Biblioteca Reale e i suoi 60.000 volumi… ecco come Dom João VI, il principe reggente portoghese,riuscì a istituire la Biblioteca Nazionale, diventata, con più di 15 milioni di volumi, l’ottava biblioteca più grande del mondo.

8. La Floresta da Tijuca è la foresta urbana più grande del mondo

Sapevi che a Rio puoi trovare la foresta urbana più grande del mondo? Si chiama Floresta da Tijuca ed è un parco nazionale di 33 km quadrati, risultato di un’opera di rimboschimento messa in atto alla fine del XIX secolo. All’interno della foresta si possono ammirare i Giardini Botanici, il Parque Lage e il Corcovado.

9. “Carioca” significa “casa dell’uomo bianco”

Gli abitanti di Rio sono conosciuti col nome di “Cariocas”; una parola che gli indigeni attribuirono ai coloni portoghesi intenti a costruire sulla loro terra. La parola significa, infatti, “casa dell’uomo bianco”.

10. A carnevale la città è in mano a Rei Momo

In occasione del carnevale il sindaco di Rioconsegna le chiavi della città a Rei Momo, una figura leggendaria, un buffone le cui origini risalirebbero, addirittura, all’Antica Grecia.Di solito si tratta di un uomo un po’ cicciottello con tanto di corona, mantello e fascia che, aiutato dalla Regina, regna sulla città per tutti e quattro i giorni del carnevale, fino al Mercoledì delle Ceneri. Questa tradizione va avanti dal 1933!

11. La partita di calcio più seguita al mondo si è giocata a Rio

Il 16 luglio 1950 è stato un giorno storico: si è giocata, infatti, la partita Brasile- Uruguay nella finale dei Mondiali di calcio. La partita fu disputata dentro lo stadio Maracanã, costruito appositamente per l’occasione; gli spettatori paganti furono 173.850 e, secondo le stime, altri 20.000 assistettero all’evento senza avere il biglietto. Tutti si aspettavano che il Brasile uscisse vittorioso ma, inaspettatamente, la coppa del mondo andò all’Uruguay; i pronostici furono così ribaltati e il pubblico rimase talmente esterrefatto che fu coniato appositamente un termine per indicare quella situazione surreale: Maracanazo.

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