Perché e come diventare un nomade digitale?

Perché e come diventare un nomade digitale?

Diventare un nomade digitale è la nuova frontiera del lavoro e del viaggio: lo sapevi? Jay Meistrich, per esempio, ha lasciato San Francisco, ha venduto o donato tutto ciò che possedeva e ciò che è rimasto lo ha impacchettato in uno zaino da circa 40 litri. Ha visitato 45 città e viaggiato per 20 paesi ma
Tempo di lettura: 4 minuti
Pubblicato il Aprile 26, 2018 - di alessia

Diventare un nomade digitale è la nuova frontiera del lavoro e del viaggio: lo sapevi? Jay Meistrich, per esempio, ha lasciato San Francisco, ha venduto o donato tutto ciò che possedeva e ciò che è rimasto lo ha impacchettato in uno zaino da circa 40 litri. Ha visitato 45 città e viaggiato per 20 paesi ma ha anche lavorato 50 ore a settimana per lanciare la sua startup. Il costo di tutto questo? Meno dell’affitto di un appartamento a San Francisco!

La comunità di chi viaggia lavorando è in costante crescita: sono i cosiddetti nomadi digitali (sviluppatori, designer, web writer, traduttori), persone che hanno deciso di lavorare girando per il mondo. Lo fanno per motivi diversi ma, di base,pensano che questo stile di vita sia più stimolante piuttosto che stare fermi nel medesimo posto… e, secondo alcuni, sarebbe anche più economico rispetto a vivere in una grande città!

Jay Meistrich aveva un impiego alla Microsoft, lo ha lasciato per trasferirsi a San Francisco e costruire la propria startup… finché un amico gli propose di farlo viaggiando in giro per il mondo!

Perché e come diventare un nomade digitale?

Se sei incerto, ecco una lista di buoni motivi forniti dal fondatore di Moo.do. che ti aiuteranno a capire perché diventare un nomade digitale.

  • Non vuoi lavorare 5 giorni su 7, dalle 9 alle 17. Se vuoi esplorare il mondo alla luce del sole e non vuoi chiuderti 8 ore al giorno in ufficio… diventare un nomade digitale è la soluzione!
  • Sistemarsi? Non ci pensi proprio! Chi parte vuole sperimentare nuove culture, mangiare cibo esotico e non rimanere bloccato (e limitato) nel proprio quartiere.
  • Rifiuti le cose e sei convinto che ciò che conta è il mondo reale e la vita al di là della roba.
  • Temi di annoiarti: un nomade digitale visita luoghi sempre nuovi, incontra persone diverse con storie ed esperienze… non ci sarà da annoiarsi?

Racconta Jay Meistrich che, dopo un periodo poco produttivo passato a casa, un giorno si è ritrovato, durante un viaggio, a lavorare nei coffee shop e nei parchi di New York. E la cosa è stata estremamente proficua, tanto che persino le idee erano migliori! Così Jay ha adottato uno stile di vita nomade ed è riuscito a lanciare con successo la propria startup, Moo.do.

Ecco cosa ha imparato da questa esperienza:

  • Viaggiare costa meno di stare a casa

A questa conclusione Jay è giunto esaminando il proprio stile di vita e quindi comparando un anno di affitto a San Francisco con le spese sostenute per viaggiare in 20 paesi e trascorrere un mese in hotel in Bali. Quindi questo dipende quasi esclusivamente da dove si vive: è ovvio che vivere a Milano avrà un costo molto diverso rispetto a vivere in provincia di Perugia. Detto questo, fai i tuoi calcoli: diventare un nomade digitale può essere la soluzione!

  • Viaggiare rende più produttivi

Un nomade digitale non è un turista e, durante i suoi soggiorni all’estero, vive in maniera diversa da come farebbe un visitatore del weekend: non scatta foto ovunque e a qualunque cosa, non visita tutti i musei in un giorno e non fa i giri turistici proposti dalle guide. Questo perché un nomade digitale ha a disposizione molto più tempo di un turista e non ha necessità di fare tutto in una settimana. La sua filosofia è votata al no stress! Nel tempo a disposizione può lavorare ed essere più produttivo, creativo e reattivo! Non solo:focalizzarsi sul lavoro permette di godersi il tempo libero in maniera più piena e appagante.

  • Lavorare dalle 9 alle 17 non è sempre positivo!

Jay è contento di lavorare 7 giorni su 7 con orari flessibili; preferisce lavorare di sera e di notte e godersi le giornate! In più il tempo risparmiato dal viaggio per arrivare in ufficio è tempo guadagnato da dedicare all’esplorazione dei luoghi in cui si trova in quel momento.

  • Viaggiare accresce la tua cultura

Conoscere persone diverse con esperienze differenti in tutto il mondo, mantiene fresche idee e prospettive. Spazi di co-working e di co-living in molte città diverse permettono di conoscere cose ma di avviare anche nuove e produttive collaborazioni. Insomma, la cultura ringrazia!

Per concludere

Non è facile vivere e lavorare da nomadi digitali. Viaggiare è più economico, produttivo e ispirante che stare a casa e lavorare in un ufficio è un retaggio del passato che non ha più molta ragione di esistere. Viaggiare, però, significa anche sapersela cavare con la lingua: e non solo quella di tutti i giorni ma anche l’inglese professionale. Se anche tu hai pensato almeno una volta nella vita queste cose… allora devi assolutamente migliorare il tuo inglese e diventare un nomade digitale!

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