Il movimento #MeToo: cos’è e chi ne ha parlato sui social

Il movimento #MeToo: cos’è e chi ne ha parlato sui social

Se tutte le donne che hanno subito violenze sessuali o molestie scrivessero come stato #MeToo, forse riusciremmo a far capire alla gente quanto è grande il problema. #MeToo è stato creato per aumentare la consapevolezza delle persone su abusi sessuali e molestie. Il nostro scopo è dare sostegno alle vittime e mettere fine alle violenze.
Tempo di lettura: 5 minuti
Pubblicato il Marzo 22, 2018 - di alessia

Se tutte le donne che hanno subito violenze sessuali o molestie scrivessero come stato #MeToo, forse riusciremmo a far capire alla gente quanto è grande il problema.

#MeToo è stato creato per aumentare la consapevolezza delle persone su abusi sessuali e molestie. Il nostro scopo è dare sostegno alle vittime e mettere fine alle violenze.

Il movimento #MeToo è nato così e questa è proprio la descrizione che campeggia sui canali social ufficiali. Si tratta di un fenomeno che non accenna ad arrestarsi e che sta ridefinendo in maniera rivoluzionaria il rapporto fra i generi.

Screen della descrizione del movimento MeToo su Facebook

Il movimento #MeToo: cos’è e chi ne ha parlato sui social

In tv, alla radio, sui giornali, avrai certamente sentito parlare del movimento Me Too (o #MeToo).  Se però non hai ancora capito cos’è o semplicemente vuoi saperne di più, qui puoi trovare alcune informazioni sulla storia di questo fenomeno che ti aiuteranno a capire cos’è il movimento #MeToo e cosa significa. Tutto ha avuto inizio nell’ottobre del 2017 quando, a seguito dello scandalo Weinstein, l’hashtag è diventato virale e, nel giro di pochi mesi, ha incontrato il consenso di donne e uomini in più di 70 paesi in tutto il mondo!

Le Silence Breakers, le donne che hanno rotto il silenzio per prime e denunciato le molestie, sono finite sulla copertina del Time in qualità di Person of the Year 2017! Questo solo per evidenziare quanto la portata del fenomeno sia stata globale e abbia avuto un’eco enorme.

Cos’è il movimento #MeToo

Come già detto, il fenomeno è nato in concomitanza con il caso Harvey Weinstein e ha travolto in breve tempo non solo il mondo del cinema e dello spettacolo ma anche quello dello sport, dell’arte, della politica, della musica, della medicina. Non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa, in Asia, in Africa… in tutto il mondo!

Perché l’hashtag #MeToo

L’hashtag #MeToo era già stato usato nel 2006 dall’attivista Tarana Burke ma nel 2017 è stata l’attrice Alyssa Milano a chiedere a gran voce a tutte le donne di Twitter di usarloper “dare alle persone un’idea della grandezza del problema”.

L’idea dietro questo hashtag è semplice: se tutte le donne che hanno subito molestie o violenze sessuali scrivessero come stato sui propri social #MeToo, il mondo si renderebbe conto di quanto il fenomeno delle molestie e degli abusi sia diffuso nella nostra società. Insomma, è tempo che la violenza sulle donne (fisica e psicologica) venga resa pubblica e denunciata alle autorità e al mondo poiché questa ancora si annida nelle pieghe più nascoste della nostra società, troppo maschilista e assolutamente sessocentrica.

Chi c’è dietro #MeToo?

Dopo le Silence Breakers si sono susseguite, a cascata, le denunce di molte altre donne del mondo dello spettacolo, dello sport, della musica: Gwyneth Paltrow, Jennifer Lawrence, Uma Thurman, Daryl Hannah, Salma Hayek, Eva Green per citarne solo alcune.

Ma non sono solo donne famose quelle che hanno denunciato. Per capire cos’è il movimento #MeToo, infatti, si deve comprendere che la viralità del fenomeno è dovuta solo in parte al fatto che a parlarne siano state stelle del cinema: il fenomeno cresce e si espande soprattutto perché sono finalmente tante le donne comuni a denunciare.Quelle che tutti i giorni subiscono gli sguardi dei colleghi, che quando viaggiano in metro si schiacciano contro le pareti del mezzo; quelle che in fila alla cassa del supermercato cercano di spostarsi perché quel tizio “mi sta un po’ troppo addosso”. Ci sono quelle sposate con l’orco e che, per amore dei figli e per paura, non dicono, quelle che temono di non fare carriera e si piegano ai desideri del capo, quelle che per strada abbassano gli occhi quando incontrano lo sguardo di un uomo, per timore di “creare un’occasione”.È anche in queste donne che ha attecchito l’hashtag #MeToo: nelle donne che tutti i giorni, fin da bambine, portano avanti una battaglia silenziosa con l’altro sesso e con il mondo. Le stesse che per l’8 marzo hanno affollato le piazze di più di 70 paesi nel mondo.

Forse in Italia non è stato capito cos’è il movimento #MeToo

Anche in Italia se ne è parlato. La prima è stata Asia Argento che ha scagliato pesanti accuse contro Weinstein. Ma dobbiamo ammettere che in patria la cosa fa fatica ad attecchire: anche se 124 attrici italiane hanno firmato una lettera di denuncia e puntato il dito contro un sistema che non tutela le donne ma, anzi, nasconde le malefatte degli uomini al potere, sono comunque in tanti ad aver aspramente criticato la Argento. Al di là del personaggio e adottando una prospettiva critica più ampia, la cosa che salta agli occhi è che nel nostro paese non si è capito cos’è il movimento #MeToo. Tristemente, anche su questo punto, siamo indietro rispetto agli altri.

Quale futuro per #MeToo?

Ancora non è chiaro cosa accadrà in futuro ma di certo è chiaro cosa sta accadendo: il rapporto fra i generi si sta ridefinendo ed è tempo che anche gli uomini si rendano conto che le cose devono cambiare. Solo insieme, uomini e donne, riusciremo a ribaltare questa condizione di sottomissione, violenza e abuso che da sempre tiene sotto scacco il mondo femminile.

Tu che ne pensi? Cos’è per te il movimento #MeToo?

 

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