4 modi per trasformare il fallimento in crescita e arrivare al successo!

4 modi per trasformare il fallimento in crescita e arrivare al successo!

I ritmi stressanti dell’era moderna, gli impegni quotidiani e soprattutto i social network, sembrano suggerirci che esistano solo due opzioni di vita: il successo e il fallimento. Cioè: se ottieni ciò per cui hai studiato (e sudato), sei una persona di successo; in caso contrario sei un fallito! In effetti basta guardare le vite perfette
Tempo di lettura: 5 minuti
Pubblicato il Settembre 18, 2017 - di alessia

I ritmi stressanti dell’era moderna, gli impegni quotidiani e soprattutto i social network, sembrano suggerirci che esistano solo due opzioni di vita: il successo e il fallimento. Cioè: se ottieni ciò per cui hai studiato (e sudato), sei una persona di successo; in caso contrario sei un fallito!

In effetti basta guardare le vite perfette degli influencer su Instagram per sentirsi dei perfetti sfigati e frustrati. In realtà la cosa sbagliata in tutto ciò è pensare che si tratti di due opzioni distinte quando, in realtà, è proprio il fallimento che può portare le persone al successo!

Lo sanno bene i leader e gli imprenditori di successo… persone che, prima di ottenere il risultato, hanno lottato con ostacoli e difficoltà. Ma soprattutto con se stessi. Se anche tu sei un giovane imprenditore, ecco a te 4 modi per trasformare il fallimento in crescita ed arrivare al successo!

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1. Sfrutta le emozioni associate al fallimento per diventare più forte

Parlare di fallimento sembra implicare che, nonostante le ore di lavoro e l’energia, non si ottenga niente… almeno dall’esterno! Ma guardare con attenzione dentro noi stessi, potrebbe farci vedere le cose da un’altra prospettiva. Fin da bambini, infatti, sappiamo bene quali sono le caratteristiche che portano una persona al successo: disciplina, volontà, strategia, fiducia in se stessi.Ma anche le emozioni legate al fallimento sono importanti: umiltà, empatia, spirito critico… tutte qualità che aiutano a formare il carattere e che, quindi, sono cruciali per la crescita di una persona!Ogni volta che si sperimenta un fallimento, allora, è importante concentrarsi e interrogarsi su questi sentimenti: solo così cresceremo.

In piùse nei momenti di difficoltà ci sforziamo di riflettere sui nostri stati d’animo, impareremo a capire meglio non solo noi stessi ma anche gli altri.

2. Ripensa il fallimento per motivarti

In psicologia si chiama rivalutazione cognitiva ed è un modo per rielaborare le emozioni provate durante le situazioni di stress. Questo perché confrontarsi con le emozioni negative ci rende più abili nell’affrontare successivi momenti difficili. Per esempio, dopo aver fallito un colloquio di lavoro, potresti sentirti triste e confuso; potresti anche pensare di non valere niente o di non essere abbastanza capace; ma se comincerai a pensare a situazioni di questo tipo come dei test, riuscirai a guardare (e pensare) più in grande e in maniera critica.

Amava ripeterlo anche Winston Churchill: “Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti”. Invece di continuare a vedere il fallimento come la fine di qualcosa, prova a vederlo come una parte inevitabile del viaggio… verso la tua crescita personale.

3. Guarda al fallimento come a una lezione di vita

Molte persone tendono a fingere che il fallimento non sia mai esistito nelle loro vite. Ma, se lasciati incustoditi, i piccoli errori possono trasformarsi poi in enormi delusioni…

Per esempio non ascoltare le idee degli altri può condurre a risultati mediocri, ignorare il feedback altrui può portare ad una cultura di sfiducia e a mancanza di comunicazione. Tutto questo per dire che è fondamentale accettare il fallimento:invece di nascondersi e fingere che niente sia successo, è importante fare proprio l’errore e vederlo come un’opportunità di apprendimento per il futuro.Domandati sempre: “Cosa può insegnarmi questa esperienza? Come posso migliorare?”.

4. Fai tesoro di ciò che hai appreso in passato

Essere il primo ad arrivare e l’ultimo a lasciare l’ufficio purtroppo sono cose che possono non bastare a raggiungere i risultati desiderati.Sfortunatamente non sempre volere ardentemente una cosa equivale ad ottenerla.

Ti faccio un esempio: ho un’amica, Giulia, che, fin da piccola, ha sempre sognato di diventare ballerina di danza classica. Per tutta la sua vita si è allenata duramente, ha faticato molto e fatto grandi rinunce pur di coronare il suo sogno. Tuttavia un giorno, durante un’audizione per l’ammissione in una prestigiosa accademia, due esaminatori hanno decretato che Giulia non avesse abbastanza stoffa per diventare ballerina di danza classica; che non fosse addirittura portata. Inutile dire che da quel giorno la sua vita è cambiata: Giulia si è fatta sopraffare dal fallimento e ha mollato gli studi, la danza e i sogni. Ovviamente da un colpo del genere può essere dura riprendersi, soprattutto se si è dedicato buona parte della propria vita ad un sogno; ma la persona di successo cerca di trarre da un’esperienza del genere tutto il buono che può. E ne fa tesoro!

Giulia potrebbe applicare lo spirito di sacrificio, la tenacia e la disciplina apprese durante gli anni di studio della danza ad ambiti diversi della propria vita: per esempio allo studio, al lavoro, nuove sfide e nuovi progetti. Nel processo che ci conduce verso un obiettivo, infatti, ci alleniamo a comportarci in un certo modo e, indipendentemente dal fatto che poi lo raggiungiamo, dovremmo imparare ad utilizzare le skills apprese alle sfide quotidiane. Ed è questo che ci determina come persone… indipendentemente dai successi e dai traguardi raggiunti.

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