Perché l’inglese è una skill strategica? Intervista a Luigi Sguerri, CEO di MyES

Perché l’inglese è una skill strategica? Intervista a Luigi Sguerri, CEO di MyES

L’inglese è importante, inutile dirlo, soprattutto per chi è in cerca di un impiego. Ma perché lo è sempre di più? Ce lo spiega Luigi Sguerri, CEO e founder di My English School Italia. [su_spacer] [su_spacer] Salve Luigi. My English School è leader in Italia per quanto riguarda l’insegnamento della lingua inglese. In cosa è diversa dalle altre
Tempo di lettura: 4 minuti
Pubblicato il Novembre 8, 2016 - di alessia

L’inglese è importante, inutile dirlo, soprattutto per chi è in cerca di un impiego. Ma perché lo è sempre di più? Ce lo spiega Luigi Sguerri, CEO e founder di My English School Italia.

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  • Salve Luigi. My English School è leader in Italia per quanto riguarda l’insegnamento della lingua inglese. In cosa è diversa dalle altre scuole?

My English School è diversa probabilmente perché la definizione stessa di scuola è riduttiva. Abbiamo sempre creduto che Myes, oltre che un centro di apprendimento linguistico, dovesse essere anche un luogo di aggregazione per i nostri studenti, una “famiglia allargata” dove poter conoscere persone nuove, fare amicizia e passare del tempo in modo piacevole. Perché se ti diverti impari meglio. Oltre a questo abbiamo puntato molto sul metodo comunicativo e sulla tecnologia. Siamo stati i primi nel 2011 a “bandire” la carta creando manuali e libri digitali per tutti i nostri studenti. Abbiamo rivoluzionato il concetto di layout nelle scuole di inglese, creando ambienti open space, con comodi divani e poltrone (oggi scimmiottato da diversi competitors) per sentirsi a casa invece che in fredde e sterili aule. E infine, come mission, abbiamo deciso di dedicarci completamente allo studente. Senza compromessi.

  • Come è nata l’idea di My English School?

È nata pensando a quanto fosse “statico” e old style il mondo delle scuole di lingua e a quanto le esigenze dello studente 2.0 fossero, invece, cambiate. È nata analizzando l’offerta che il mondo della formazione aveva da offrire e quello che secondo noi poteva e doveva essere cambiato.Il progetto MyES è nato su un grande foglio bianco sul quale, da una parte, sono stati elencati i plus che dovevano assolutamente essere inclusi nel progetto e, dall’altra, quello che non volevamo.Dopo molti progetti e rivisitazioni, abbiamo aperto nel 2011 My English School Firenze. È stato subito un successo! Il progetto da allora è stato migliorato, rivisto più volte ed è stato reso sempre più attuale e vicino a quello che chiedono gli studenti.

  • Quando e come ha capito che la conoscenza (e l’insegnamento) della lingua inglese sarebbe stato un settore in costante crescita?

I confini del nostro piccolo grande mondo sono sempre più indefiniti. Viaggiamo, comunichiamo, conosciamo persone con una semplicità e una facilità inimmaginabili fino a pochi anni fa. Era normale ipotizzare l’indispensabilità di una comunicazione semplice per tutti. La risposta era ed è la lingua inglese. Purtroppo siamo la conseguenza di un sistema scolastico arretrato e non premiante, che ci relega in Europa lontano da quella conoscenza della lingua inglese che dovremmo in realtà avere. Quindi aiutare tutti ad apprendere e consolidare era (e continua ad essere) un mercato interessante.  Ma sono nel settore della lingua inglese ormai da 18 anni e ho visto realtà crescere e crollare in poco tempo poiché mancanti di idee e progetti. È un settore molto competitivo, nel quale è indispensabile vedere oltre, investire in qualità e sapersi rinnovare.

  • Perché secondo lei la conoscenza della lingua inglese è una skill strategica per chi è in cerca di un impiego?

Più che di punto strategico parlerei di skill indispensabile. È un po’ come saper lavorare al computer:chi assumerebbe mai qualcuno che non lo sa usare? In un mercato del lavoro ormai così competitivo, è impensabile per un candidato non avere tutti gli strumenti per essere appetibile nel mondo professionale. E sono sempre di più le aziende che fanno colloqui solo in lingua inglese.

  • Lei un imprenditore di successo che è riuscito a fare impresa restando (al momento) in Italia, in un momento particolarmente difficile per le imprese del Paese. Ha dei consigli da dare a chi desidera puntare tutto su se stesso e sul proprio business?

Beh, non posso negare che fare impresa in Italia oggi sia effettivamente “un’impresa”! La nostra organizzazione conta oltre 200 dipendenti regolarmente assunti nella maggioranza dei casi con contratti a tempo indeterminato. Siamo una “mosca bianca” e abbiamo aperto e fatto sviluppo nel worst case scenario dell’economia italiana. Con queste premesse il consiglio che posso dare sinceramente è quello di credere in quello che si fa ma avere anche l’umiltà e la capacità di riconoscere i propri errori (valgono oro) perché da questi si può imparare e migliorare. Avere idee innovative, sapersi reinventare, curare i dettagli della propria azienda (vedo spesso tanta improvvisazione) e soprattutto trovare le persone giuste e valorizzarle, non necessariamente dal punto di vista economico ma soprattutto da quello motivazionale.

  • Cosa c’è nel futuro di My English School?

C’è molto: nuovi prodotti per venire sempre più incontro alle esigenze dei nostri studenti, nuovi servizi, nuovi centri per coprire sempre più capillarmente il territorio. E poi c’è il progetto più ambizioso: esportare il modello MyES fuori dai confini italiani.Sono certo che My English School sarebbe sicuramente apprezzata ovunque perché è un’idea nuova basata su valori tradizionalmente apprezzati come la qualità, l’etica e la trasparenza.

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