Apprendimento 3.0: intervista a Simon Criswick, Chief Didactic Officer di MyES

Apprendimento 3.0: intervista a Simon Criswick, Chief Didactic Officer di MyES

Non solo la scuola, ma anche gli studenti non sono più quelli di 20 anni fa: la società è cambiata, le esigenze sono mutate profondamente e il modo di pensare si è evoluto non poco. La scuola si è (o, almeno, dovrebbe essersi) “digitalizzata” ed è cambiata la prospettiva dell’insegnamento: un metodo didattico innovativo deve
Tempo di lettura: 6 minuti
Pubblicato il February 6, 2020 - di alessia

Non solo la scuola, ma anche gli studenti non sono più quelli di 20 anni fa: la società è cambiata, le esigenze sono mutate profondamente e il modo di pensare si è evoluto non poco.

La scuola si è (o, almeno, dovrebbe essersi) “digitalizzata” ed è cambiata la prospettiva dell’insegnamento: un metodo didattico innovativo deve mettere i ragazzi al centro, non gli insegnanti. In questo nuovo contesto il docente non è più una mera figura autoritaria, ma una guida nell’apprendimento, impegnata in uno scambio bidirezionale.

Alla luce di ciò, quando parliamo di inglese,quali sono le caratteristiche di un metodo didattico davvero SMART?E, ancora, quali sono le aspettative dei Millennials?

Simon Criswick, Chief Didactic Officer di My English School, risponde, nella seguente intervista, a un po’ di domande e ci aiuta a far luce su alcuni aspetti legati all’apprendimento 3.0.

apprendimento

* Ciao Simon! Di cosa ti occupi in My English School?

Ciao a tutti! Sono il Chief Didactic Officer di My English School: il significato dietro questo nome così lungo è legato al mondoteaching & learning.Sono il responsabile della didattica. Mi occupo, quindi, del metodo di apprendimento di ogni studente, dei materiali, della qualità del servizio offerto e dedico parte del mio tempo allo sviluppo di nuove idee, progetti e tecnologie con lo scopo di migliorare l’efficacia del metodo e delle lezioni.

* Viviamo nell’epoca dello smart: sentiamo parlare spesso di casa intelligente, città intelligente ecc. Cosa significa veramente la parola smart in inglese?

Smart è una parola inglese che oggi viene utilizzata per enfatizzare l’intelligenza della tecnologia, pensiamo ad esempio allo smartwatch o allo smartphone, ma non è solo questo!Smart non è tanto un oggetto, piuttosto un’attitudine, un modo di essere.Vuol dire fare le cose in modo più semplice, efficiente e senza sprechi. Pensa alla smartcar che ti aiuta a parcheggiare facilmente senza sprecare energia o allo smartworking che ti permette di lavorare quando vuoi, dove vuoi e in maniera più snella ed efficace. Questo significa essere smart.

* Come deve essere per te una “scuola smart”? E quali sono le esigenze dello studente del 2020?

Lo studente di oggi ha poco tempo a disposizione e cerca la massima flessibilità per quanto riguarda lo studio. Vuole frequentare le lezioni in base al proprio ritmo e spesso anche in base a molti altri impegni (sport, fidanzato/a, amici, playstation ecc.). Vuole evitare sprechi di tempo, così da arrivare al suo obiettivo più velocemente e, visto che ci siamo, direi anche che desidera fare un’esperienza di studio piacevole e dinamica.

Una scuola smart deve innanzitutto proporre flessibilità: un calendario personalizzato e attività online che rafforzano l’apprendimento e che possano essere svolte in qualsiasi luogo e soprattutto in qualsiasi momento. Una scuola smart consente anche allo studente di scegliere la tipologia di corso più adatto e soprattutto fa in modo che non si sprechi tempo durante le lezioni: per esempio prevedendo attività in cui si debba parlare e interagire il più possibile, così da essere sempre attivi.

Per concludere, una parola anche sui social network, che oggi sono sempre di più il punto di contatto fra la scuola e gli studenti. Un esempio? Ciò che con My English School stiamo portando avanti grazie al gruppo Facebook MyES SOS English: un gruppo sul quale è presente e sempre a disposizione un insegnante madrelingua che risponde ad ogni tipo di domanda sulla lingua inglese, anche in tempo reale.

Questo è smart:una risorsa che si adegua alle persone e che non è limitata da tempo e spazio.

* Secondo il tuo punto di vista e in base alla tua esperienza, ci sono differenze macro per quanto riguarda la didattica messa in campo per privati e aziende?

La didattica è la stessa, però per le esigenze aziendali c’è bisogno di corsi ancora più personalizzati.

Quando chi deve lavorare con l’inglese mi dice “faccio fatica con l’inglese al lavoro”, in realtà ha bisogno solo di 3 cose:strutture, skills e sicurezza.

Le strutture linguistiche sono necessarie perché, come tutti gli studenti di inglese, anche chi lavora in azienda deve essere in grado di formulare frasi ed esprimere il proprio pensiero utilizzando la grammatica e i vocaboli giusti.

Le skills (competenze) sono fondamentali perché, per lavorare in inglese, bisogna sapere come si scrive una mail, come si fa una telefonata, un meeting e così via.

Una buona dose di sicurezza invece è d’obbligo perché, per parlare inglese in modo naturale, ci vuole molta pratica di speaking.

* Come si sta evolvendo la richiesta del mercato? Gli studenti, al giorno d’oggi, trovano più efficaci percorsi di apprendimento on-line, gestibili in autonomia o, al contrario, preferiscono il contatto diretto con l’insegnante?

Molte scuole e molti studenti si stanno spostando sempre di più verso l’apprendimento online attraverso app e corsi disponibili sul web. Questo ha il suo valore, ma non può sostituire il contatto diretto con l’insegnante.Una lingua è comunicazione e bisogna comunicare dal vivo con qualcuno per impararla realmente.Esercizi e lezioni online possono aiutare la comprensione delle strutture e del lessico, ma non possono da soli mettere lo studente nella condizione di parlare una nuova lingua.

L’inglese è una skill, non una materia. Se si desidera imparare a suonare la chitarra, per esempio, si possono guardare mille video e studiare la musica in maniera autonoma, ma si imparerà a suonare veramente solo se si farà pratica con lo strumento in mano.

Il contatto con l’insegnante è fondamentale anche per la motivazione, che può calare durante un corso online. Di solito lo studente è motivato dal desiderio di parlare con altre persone, quindi perché non iniziare proprio parlando con un insegnante madrelingua a proposito di temi di interesse personale? È senza dubbio il modo migliore per far crescere la motivazione!

* Non solo scuola. È molto importante anche quello che si fa fuori da essa per mantenersi allenati. Quali consigli ti senti di dare a chi cerca modi utili per fare pratica con l’inglese magari durante il tempo libero?

Al giorno d’oggi c’è davvero l’imbarazzo della scelta! Per esempio, potresti guardare la tua serie tv preferita, ma seguendo questa successione:

  1. in italiano (per conoscere la trama)
  2. in inglese con sottotitoli in inglese
  3. in inglese senza sottotitoli

È importante che sia qualcosa che ti piace e che già conosci, così quando l’ascolti in inglese non perdi dei pezzi. Oppure potresti cambiare le impostazioni del tuo telefono o del pc e metterli in lingua inglese, così sarai costretto a leggere termini in inglese tutti i giorni. O, ancora, leggi libri in inglese: fa sempre molto bene. Ovviamente puoi iniziare da short stories e poi aumentare il carico in base al tuo livello!

Puoi anche ascoltare musica in inglese, magari tenendo il testo della canzone a portata di mano. Perché non scaricare podcast inglesi o americani sullo sport, sui film, sulle notizie o su ogni genere di cosa di tuo interesse? Insomma, i modi per allenarsi da soli sono tanti e tutti molto utili:il segreto è non mollare e rendere alcune attività parte della propria routine.Fare pratica con l’inglese non sarà più noioso: diventerà normale!

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