30 anni di Ritorno al Futuro: le previsioni che si sono avverate

30 anni di Ritorno al Futuro: le previsioni che si sono avverate

Era il 1985 e nelle sale usciva il primo capitolo di una trilogia firmata da Robert Zemeckis destinata a diventare un vero e proprio cult: Ritorno al Futuro. Divertente, geniale, futurista; i tre capitoli della saga hanno appassionato intere generazioni: da quella che gli anni Ottanta li ha vissuti direttamente, a quella dei Novanta e
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Pubblicato il Ottobre 19, 2015 - di alessia

Era il 1985 e nelle sale usciva il primo capitolo di una trilogia firmata da Robert Zemeckis destinata a diventare un vero e proprio cult: Ritorno al Futuro. Divertente, geniale, futurista; i tre capitoli della saga hanno appassionato intere generazioni: da quella che gli anni Ottanta li ha vissuti direttamente, a quella dei Novanta e dei Duemila.

Se ti stai chiedendo perché tutto questo parlare di un film ormai vecchio di trent’anni, la risposta è semplice: il 21 ottobre del 2015 è il giorno in cui il protagonista, Marty McFly, nel secondo capitolo della trilogia, si ritrova nel futuro. Un futuro che è il nostro presente. Ed ecco spiegato perché proprio il 21 ottobre si prepara a diventare il Ritorno al Futuro Day.

Il giochino divertente, perciò, è quello di catalogare le previsioni fatte da Zemeckis e dagli sceneggiatori in Ritorno al Futuro 2 e vedere se corrispondono davvero a ciò che quotidianamente viviamo e sperimentiamo. Per capire la portata di tutto questo non dimenticarti che, negli anni Ottanta, il 2015 doveva sembrare assai lontano e futuristico!


Tecnologia indossabile

Nella scena in cui il figlio di Marty è a tavola, questi indossa un paio di occhiali computerizzati attraverso i quali può guardare la tv e che, subito, ci portano alla mente i Google Glass.


Videochiamate

Poco prima di essere licenziato, il Marty del futuro sta avendo una sorta di videoconferenza con il suo capo. Oggi le videochiamate Skype o Face Time sono all’ordine del giorno ma, negli anni Ottanta, pensare di poter vedere su uno schermo il proprio interlocutore, era pura fantascienza!


Le scarpe che si allacciano da sole

Le scarpe grigie da basket indossate da Marty furono disegnate appositamente dalla Nike nel 1989. Finalmente, pare che stiano arrivando in commercio e, ovviamente, si allacceranno da sole! Già tre anni fa erano state messe all’asta su eBay 1.500 paia di Nike Air Mag, una riproduzione ufficiale e fedele delle scarpe di Marty ma senza la funzione autoallacciante: il ricavato fu di 6 milioni di dollari e andò alla Michael J. Fox Foundation per la ricerca sul Parkinson.


Il rilevatore di impronte digitali

Nel film Doc e Marty portano la Jennifer del passato nella sua casa del futuro, addormentata grazie al generatore alpha induttore di sonno e riescono ad aprire la porta solo grazie alle impronte della ragazza poiché la serratura ha un futuristico (ma, per noi, molto attuale) dispositivo che legge le impronte digitali.


Televisori piatti e multi schermi

Nel film sono presenti schermi tv compatti e sottili (un po’ come i nostri schermi piatti) e, addirittura, dispositivi multicanale. Si tratta di una predizione più che avverata!


Schermi flessibili

Ad un certo punto del film vediamo uno schermo sulla finestra della stanza di Jennifer che trasmette immagini e che può essere tranquillamente piegato o arrotolato: forse non sai che un prodotto del genere è stato realmente prodotto dalla Sony.


Tablet

Nella pellicola sia il tassista che il giornalista utilizzano alcuni dispositivi che, anche se dal design meno accattivante di quelli odierni, ricordano gli attualissimi Ipad e palmari.


Film in 3D

Marty cammina per Hill Valley quando, dall’insegna di un cinema. fuoriesce l’ologramma di uno squalo: stanno proiettando Jaws 19 in 3D! E guarda caso uno dei produttori di Ritorno al Futuro fu proprio Spielberg.


Miami Baseball Team

Ti dirò questa e poi anche tu ti convincerai che Zemeckis possiede il dono della chiaroveggenza: quando uscì il film la città di Miami non aveva una squadra di baseball, cosa che invece avveniva nel 2015 immaginario. Oggi, Miami, ha davvero una squadra di baseball!


Slamball

Nel film si parla spesso di questo sport che, nella realtà, verrà “inventato” e ufficializzato a partire dagli anni Duemila. Si tratta di una sorta di basket giocato con l’ausilio di trampolini elastici.


Hoverboard (il volopattino)

Lo skateboard sospeso in aria ha incantato generazioni di adolescenti ma purtroppo non è ancora una realtà alla portata di tutti: la casa automobilistica Lexus, infatti, il 5 agosto di quest’anno ha lanciato il primo modello di hoverboard funzionante. Ho il dubbio che il prezzo non sia proprio abbordabile.


Se molte previsioni si sono rivelate azzeccate, altre sono ancora fantasia; si veda, per esempio, il collare robotizzato che porta a spasso il cane da solo (geniale)!


Idratatore di cibo con riconoscimento vocale

Una sorta di microonde capace di idratare qualsiasi cibo: hai presente la minuscola pizza del film che, dopo l’idratazione, si trasforma in una pizza per 4? Il sogno di ogni donna…


Abbigliamento intelligente

La giacca indossata da Marty nella piazza di Hill Valley non solo è capace di adattarsi al suo corpo ingrandendosi e riducendosi ma, nel momento in cui questi finisce in acqua, si asciuga da sola immediatamente!


Dulcis in fundo: le macchine volanti!

Purtroppo il 2015 immaginato da Zemeckis era, per certi aspetti, più futuristico di quanto non lo sia davvero. E così le macchine volanti non sono diventate una realtà e continuiamo ad avere problemi di traffico, incidenti e inquinamento (ti ricordo che La DeLorean, nel futuro, non si alimenta più con il plutonio ma con l’immondizia!).

A proposito di auto del futuro, uscirà il 20 ottobre il nuovo spot di Toyota per il lancio sul mercato della Mirai, una futuristica macchina con motore a idrogeno. Nello spot sono proprio i due protagonisti di Back to the Future, Christopher Lloyd e Michael J. Fox, a discutere delle previsioni realmente avveratesi.

Back to the Future continua ad affascinare e a divertire intere generazioni: trent’anni sono passati e i bambini di allora sono adesso adulti. Adulti che ancora sognano di pilotare una DeLorean al grido di “dove stiamo andando non c’è bisogno di strade”!

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