Retorica del discorso di insediamento di Donald Trump

Retorica del discorso di insediamento di Donald Trump

Il 20 gennaio si è insediato alla Casa Bianca il Presidente degli USA più controverso e contestato degli ultimi 50 anni. Sto ovviamente parlando di Donald Trump, il miliardario immobiliarista dai capelli cotonati, la carnagione aranciata e che promette una politica autoritaria e ultra-protezionista. Ascoltando il suo discorso di insediamento si ha una chiara immagine
Tempo di lettura: 10 minuti
Pubblicato il Gennaio 30, 2017 - di alessia

Il 20 gennaio si è insediato alla Casa Bianca il Presidente degli USA più controverso e contestato degli ultimi 50 anni. Sto ovviamente parlando di Donald Trump, il miliardario immobiliarista dai capelli cotonati, la carnagione aranciata e che promette una politica autoritaria e ultra-protezionista. Ascoltando il suo discorso di insediamento si ha una chiara immagine di ciò che gli USA devono aspettarsi: ecco perché, grazie alle colleghe Laura e Caterina di Myes Bologna che hanno curato la traduzione, abbiamo voluto approfondire la retorica del primo discorso del neo presidente (qui trovi il testo completo).

Retorica del discorso di insediamento di Donald Trump

Premessa: non entreremo nel merito del discorso e non forniremo alcun giudizio di valore sul discorso in sé; questa è solo una  breve analisi tematica/retorica/semantica.

La struttura del discorso

A livello strutturale il discorso di Trump appare assai semplice (e, quindi, comprensibile): le frasi sono brevi e quasi sempre coordinate mentre le subordinate sono ridotte all’osso.

This is your day. This is your celebration. And this, the United States of America, is your country.

Questo è il vostro giorno, la vostra festa e questi, gli Stati Uniti d’America, sono il vostro paese.

The time for empty talk is over. Now arrives the hour of action. Do not let anyone tell you it cannot be done.

Il tempo delle chiacchiere è finito. Adesso è l’ora di agire. Non permettete a nessuno di dirvi che qualcosa non può essere fatto.

In più il discorso non è eccessivamente lungo e, a livello tematico, può essere diviso in diversi “paragrafi” ciascuno dedicato a un tema caro alla politica del Tycoon.

Il popolo è il protagonista

Nel complesso il discorso di Trump assume caratteri apertamente e palesemente populisti: infatti fa leva su tutta una serie di immagini particolarmente care agli americani.Protagonista assoluto della prima parte del discorso è proprio il popolo, unico e legittimo detentore della sovranità: una sovranità della quale gli Americani, eroicamente, si riapproprieranno (grazie al Presidente, ovviamente).

Gli elementi ricorrenti

Nonostante questo discorso appaia in aperta rottura con i discorsi pronunciati dai precedenti presidenti, ci sono alcuni temi che neppure Trump avrebbe potuto non toccare poiché particolarmente cari agli americani e profondamente radicati nella cultura e nell’immaginario statunitense. Per esempio i numerosi richiami a Dio e al destino dell’America, esempio per tutti gli altri paesi del mondo.

You/I/We

Nel discorso è lampante l’utilizzo di pronomi personali precisi per descrivere le varie fasi del progetto politico trumpista: in un primo momento si parla di un voi (americani che recupererete la sovranità e il potere) per poi passare ad un io (che combatterò per voi) che infine diventa un noi (insieme faremo di nuovo grande l’America).

I will fight for you with every breath in my body and I will never, ever let you down. Combatterò per voi finché avrò forza di respirare e non vi deluderò mai e poi mai.

Dopo il passaggio dal voi all’io il pronome personale diventa noi: il popolo americano e il suo leader.

America will start winning again, winning like never before. We will bring back our jobs, we will bring back our borders. We will bring back our wealth.  And we will bring back our dreams. We will build new roads, and highways, and bridges, and airports, and tunnels, and railways all across our wonderful nation. We will get our people off of welfare and back to work – rebuilding our country with American hands and American labor. We will follow two simple rules: Buy American and Hire American. We will seek friendship and goodwill with the nations of the world – but we do so with the understanding that it is the right of all nations to put their own interests first. We do not seek to impose our way of life on anyone, but rather to let it shine as an example for everyone to follow. We will reinforce old alliances and form new ones – and unite the civilized world against Radical Islamic Terrorism, which we will eradicate completely from the face of the Earth.

L’America tornerà a vincere di nuovo, come mai prima d’ora. Riavremo i nostri lavori, riavremo i nostri confini, la nostra ricchezza e i nostri sogni. Costruiremo nuove strade, autostrade, ponti, aeroporti e ferrovie in tutta la nostra magnifica nazione. Toglieremo la nostra gente dall’assistenza sociale e la faremo lavorare di nuovo, ricostruiremo il nostro paese con lavoro americano e mani americane. Seguiremo due semplici regole: compra americano e assumi americani. Sigleremo amicizie con le nazioni del mondo ma lo faremo sapendo che è un diritto di tutte le nazioni mettere al primo posto i propri interessi. Non cercheremo di imporre il nostro modo di vita su nessuno ma piuttosto lo faremo risplendere come esempio e noi risplenderemo per tutti affinché ci seguano. Rafforzeremo le vecchie alleanze e ne creeremo di nuove e riuniremo il mondo civilizzato contro il terrorismo radicale islamico che estirperemo completamente dalla faccia della terra.

Le opposizioni

Nel suo discorso Trump gioca tutto su contrasti forti, a volte oserei dire iperbolici.

Il primo nemico del popolo americano è Washington e la classe che detiene il potere; in seconda battuta c’è lo straniero.Infatti chi non è americano entra nel paese principalmente per rubare ricchezza e lavoro.

Today’s ceremony, however, has very special meaning. Because today we are not merely transferring power from one Administration to another, or from one party to another – but we are transferring power from Washington, D.C. and giving it back to you, the American People. For too long, a small group in our nation’s Capital has reaped the rewards of government while the people have borne the cost. Washington flourished – but the people did not share in its wealth. Politicians prospered – but the jobs left, and the factories closed. The establishment protected itself, but not the citizens of our country. Their victories have not been your victories; their triumphs have not been your triumphs; and while they celebrated in our nation’s Capital, there was little to celebrate for struggling families all across our land.

La cerimonia di oggi ha un significato davvero speciale. Perché oggi non stiamo solo trasferendo il potere da un’amministrazione ad un’altra o da un partito all’altro, ma stiamo trasferendo il potere da Washington DC per restituirlo a voi, il popolo. Per troppo tempo il piccolo gruppo della nostra capitale ha creato una guerra con il nostro governo, mentre la gente ne portava il costo. Washington è rifiorita ma la gente non ha condiviso la sua ricchezza. I politici hanno prosperato ma la gente è stata licenziata e le aziende hanno chiuso. L’establishment ha protetto se stesso ma non i cittadini della nostra nazione, le loro vittorie non sono state le vostre vittorie, i loro trionfi non sono stati i vostri trionfi e mentre stavano celebrando nella capitale della nostra nazione c’era poco da celebrare per le famiglie che si trovavano in difficoltà nel nostro Paese.

Ma le cose cambieranno: right here and right now. Grazie a Trump, ovviamente.

That all changes – starting right here, and right now

This American carnage stops right here and stops right now

E qui troviamo l’immagine a mio avviso più iperbolica che descrive una società americana malata, problematica e corrotta.

Mothers and children trapped in poverty in our inner cities; rusted-out factories scattered like tombstones across the landscape of our nation; an education system, flush with cash, but which leaves our young and beautiful students deprived of knowledge; and the crime and gangs and drugs that have stolen too many lives and robbed our country of so much unrealized potential.

Madri e figli intrappolati nella povertà delle nostre città, fabbriche arrugginite che si ergono come pietre tombali nel nostro paese; un sistema d’istruzione che spreca soldi e lascia i nostri giovani studenti privati della conoscenza; e il crimine e le bande e la droga che hanno rubato troppe vite e che hanno rapinato il nostro paese di così tanto potenziale.

Trump, come una medicina amara ma necessaria, sarà in grado di guarire tutto questo.

Gli USA e il resto del mondo

L’America si è sempre eretta quale faro di speranza e democrazia agli occhi del mondo, protettrice dei più deboli e garante di libertà. Ma non solo: nell’immaginario collettivo più comune è sempre stata una terra aperta a tutti e di conseguenza multiculturale. Beh, queste immagini sono destinate a cambiare radicalmente:gli Stati Uniti sono ufficialmente soli e, soprattutto, da adesso in poi, pensano solo a sé fregandosene degli altri. Della serie «America First».

We’ve defended other nation’s borders while refusing to defend our own […] From this day forward, a new vision will govern our land. From this moment on, it’s going to be America First.

Abbiamo difeso i confini delle altre nazioni, rifiutando di difendere i nostri confini […] Da questo giorno in poi una nuova visione governerà la nostra terra. Da questo giorno in avanti solo l’America verrà per prima.

Every decision on trade, on taxes, on immigration, on foreign affairs, will be made to benefit American workers and American families. We must protect our borders from the ravages of other countries making our products, stealing our companies, and destroying our jobs.

Ogni decisione sul commercio, sulle tasse, sull’immigrazione, sugli affari esteri sarà fatta a beneficio dei lavoratori e delle famiglie americane. Dobbiamo proteggere i nostri confini dai saccheggi degli altri paesi che rubano i nostri prodotti e le nostre compagnie e che distruggono la nostra occupazione.

L’elemento patriottico

E proprio quando pensi che sia tutto finito, con tono enfatico, eroico e cadenza ritmata ma appassionata, si fa largo nella retorica trumpista un nuovo elemento: un patriottismo che a noi italiani suona tristemente familiare…

A new national pride will stir our souls, lift our sights, and heal our divisions. It is time to remember that old wisdom our soldiers will never forget: that whether we are black or brown or white, we all bleed the same red blood of patriots, we all enjoy the same glorious freedoms, and we all salute the same great American Flag.

Un nuovo orgoglio nazionale si è creato e può curare le nostre divisioni. È tempo di ricordare ciò che tutti i nostri soldati non dimenticheranno mai: che anche se siamo bianchi, marroni o neri dobbiamo tutti la vita al sangue rosso dei patrioti. Tutti godiamo delle stesse libertà e tutti salutiamo la nostra grande bandiera americana.

Infine…

Together, We Will Make America Strong Again.

We Will Make America Wealthy Again.

We Will Make America Proud Again.

We Will Make America Safe Again.

And, Yes, Together, We Will Make America Great Again.

Thank you, God Bless You, And God Bless America.

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