Le migliori startup italiane all’estero

Le migliori startup italiane all’estero

È passato quasi un anno dalla classifica stilata, sul finire del 2015 da StartupItalia! (Le migliori 20 startup fatte da italiani all’estero) e, nell’attesa di una nuova lista di intraprendenti aziende di connazionali all’estero, è il caso di fare un piccolo recap. È terribilmente vero che sono sempre di più coloro i quali si spostano all’estero in cerca di
Tempo di lettura: 5 minuti
Pubblicato il Dicembre 2, 2016 - di alessia

È passato quasi un anno dalla classifica stilata, sul finire del 2015 da StartupItalia! (Le migliori 20 startup fatte da italiani all’estero) e, nell’attesa di una nuova lista di intraprendenti aziende di connazionali all’estero, è il caso di fare un piccolo recap. È terribilmente vero che sono sempre di più coloro i quali si spostano all’estero in cerca di condizioni migliori in cui poter non solo vivere ma anche avviare una propria attività. Ecco perché, in attesa di sapere quali saranno le startup più promettenti di quest’anno, ho selezionato, fra le 20 segnalate da StartupItalia!, quelle che mi sono sembrate più originali, più innovative o che, semplicemente, mi hanno incuriosito; se invece vuoi leggere la classifica completa, la trovi qui.

Alcune fra le migliori startup italiane all’estero sono nate in Italia e poi si sono spostate fuori dal Paese ma ci sono anche quelle nate da italiani già residenti altrove. In ogni caso se il mercato italiano per queste imprese si è rivelato infruttuoso o addirittura ostile, è vero cheoltreconfine i nostri connazionali hanno trovato condizioni ottimali… e hanno finalmente ottenuto il meritato successo!

  • Arduino (New York)

Non potevo iniziare questa “carrellata” di startup senza menzionare una delle più note, Arduino. Verso la prima metà degli anni Duemila un gruppo di (all’epoca) docenti presso l’Interaction Design Institute di Ivrea, creò una scheda elettronica molto piccola per sviluppare prototipi e la chiamò col nome di un pub di Ivrea (Arduino, appunto). Da lì a diventare un fenomeno, il passo è stato breve e gli ideatori del progetto sono stati anche coinvolti in una causa legale durata quasi un decennio per la proprietà del marchio. In conseguenza di ciò e dello spostamento della produzione negli USA, è stato creato un nuovo marchio, Genuino. https://www.arduino.cc/

  • Authorea (Brooklyn)

Tutto inizia a Taranto; terra natia di Alberto Pepe che lascia l’Italia per fare il ricercatore associato ad Harvard. E proprio l’ambiente accademico gli suggerisce un’idea: le pubblicazioni scientifiche sono pubblicate e condivise con metodi obsoleti. Ecco che, allora, Alberto inventa una piattaforma di scrittura collaborativa sulla quale più persone possono lavorare in simultanea. Brilliant! https://www.authorea.com

  • Jolla
 (Helsinki)

Stefano Mosconi, ingegnere romano, si trasferisce a Helsinki per lavorare alla Nokia e quando l’azienda entra in crisi ed è costretta a tagliare il personale, assieme ad alcuni colleghi,Stefano si applica alla realizzazione un sistema operativo open source per smartphone (SealfishOS).Jolla è riuscita a raccogliere 50 milioni di dollari dai finanziatori, dà lavoro a 130 persone e dal 2013 vende il proprio telefono cellulare con sistema operativo integrato. https://jolla.com/

  • Mogees
 (Londra)

Dalla provincia di Vicenza il trentenne Bruno Zamborlin si trasferisce a Londra per fare un dottorato in Music Technology. Poi, proprio nella capitale britannica,inventa un microfono dotato di sensori e sviluppa un’applicazione che trasforma in suono ogni segnale elettrico generato dal tocco degli oggetti: fantastico!Come molti altri giovani imprenditori, ha cercato finanziatori su Kickstarter, ha raccolto quasi 100.000 sterline e si è aggiudicato prenotazioni per 1.600 unità! http://mogees.co.uk/

  • 
Primo.io (Londra)

Matteo Loglio e Filippo Yacob sono due ragazzi originari di Bergamo trasferitisi a Londra; qui hanno ideato Cubetto, un innovativo gioco per bambini che, attraverso un set di blocchi colorati, insegna ai più piccoli la programmazione. La loro idea è così innovativa (e così apprezzata dai clienti) che ha raccolto quasi 60.000 mila sterline su Kickstarter e altri 75.000 euro da altri finanziatori. In più sembra divertente…anche per gli adulti! http://primotoys.com/

  • Timbuktu
 (Los Angeles
)

Elena Favilli studia a Bologna; subito dopo fa uno stage a San Francisco e poi nella sede della Rai a New  York. Infine decide di puntare tutto su se stessa esi mette in proprio come editore digitale di magazine per bambiniassieme a Francesca Cavallo. La loro idea è così buona che non solo si aggiudica premi prestigiosi ma riesce anche a raccogliere 600.000 euro nella Silicon Valley. http://www.timbuktu.me/

  • Tok.tv
 (Palo Alto)


Emanuela Zaccone non avrebbe mai pensato che pubblicare online la propria tesi di dottorato sulle social tv le avrebbe fruttato un impiego nella Silicon Valley… e invece è proprio ciò che è successo! Viene contattata da Fabrizio Capobianco, uno che sa come si fa imprenditoria nella Silicon Valley e inizia a lavorare con lui. I due sviluppano un’innovativa applicazione che consente ad amici lontani di commentare tutti insieme le partite di calcio. Oggi Tok.tv è un progetto finanziato con 1 milione di dollari e può contare su clienti come Barcellona, Juventus e Real Madrid. http://www.tok.tv/

  • Funambol
 (Foster City)

Ed ecco il gioiellino di Fabrizio Capobianco, imprenditore di origini valtellinesi trasferitosi in pianta stabile nella Silicon Valley. L’idea di un software che anticipa quello che poi è diventato il cloud è del 2002 e il progetto è talmente innovativo che piace agli investitori: raccoglie ben 35 milioni di dollari e decreta la fortuna di Capobianco che, oggi, si dedica allo sviluppo di altri progetti (come Tok.tv). https://www.funambol.com

  • Opportunity Network
 (New York, Barcellona, Dubai, Londra)

Brian Pallas si laurea alla Cattolica di Milano e inizia la sua carriera come autore televisivo; poi, trasferitosi in America, partecipa a un MBA alla Columbia University ed è in quell’occasione che ha l’idea dicostruire una piattaforma per far incontrare grandi uomini di business. E farli collaborare!Oggi l’azienda vale 100 milioni di dollari… e ho detto tutto. https://www.opportunitynetwork.com/

  • Helpling
 (Berlino, Milano)

Alberto Cartasegna si laurea in Economia alla Bocconi; grazie al suo talento riesce ad entrare nell’incubatore Rocket Internet e proprio lì incontra due ragazzi tedeschi impegnati nella creazione di una piattaforma online che metta in comunicazione clienti con chi fa pulizie a domicilio. Oggi l’azienda è presente in 10 paesi ed è stata finanziata con 57 milioni di euro! http://helpling.it/

  • Eight
 (San Francisco
)

Matteo Franceschetti e Andrea Ballarini sono gli ideatori del progetto Luna (oggi Eight): si tratta di un coprimaterasso high tech che, mentre dormi, analizza i dati del tuo sonno e, in base ai dati raccolti, invia ai tuoi dispositivi preziosi consigli su come dormire meglio (tramite app). I due fondatori raccolgono 1 milione di dollari su un sito di fund raising e poi ottengono 1,3 milioni di dollari da parte di Y Combinator, uno fra i più noti acceleratori d’imprese americani. http://www.eightsleep.com

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