Le domande da non fare al termine di un colloquio di lavoro

Le domande da non fare al termine di un colloquio di lavoro

Hai mai sostenuto colloqui di lavoro? Ti stai preparando a sostenerne alcuni? Oppure ti stai guardando attorno e stai inviando il cv alle aziende? Se almeno una di queste situazioni descrive la tua condizione attuale, ci sono alcune cose che devi sapere o che, certamente, già saprai: ogni agenzia, ogni compagnia, ogni recruiter è diverso
Tempo di lettura: 5 minuti
Pubblicato il Maggio 31, 2016 - di alessia

Hai mai sostenuto colloqui di lavoro? Ti stai preparando a sostenerne alcuni? Oppure ti stai guardando attorno e stai inviando il cv alle aziende?
Se almeno una di queste situazioni descrive la tua condizione attuale, ci sono alcune cose che devi sapere o che, certamente, già saprai: ogni agenzia, ogni compagnia, ogni recruiter è diverso e ogni colloquio è diverso. Ma c’è una cosa che non cambia mai: una domanda viene sempre posta ai candidati ed è praticamente sempre la stessa.

Do you have questions?/ Hai qualche domanda?

Ricordati: è da ciò che chiederai che dipende il tuo futuro lavorativo!
Perciò niente panico! Armati di pazienza e preparati per tempo una lista di domande che facciano la differenza e che ti permettano di mettere in luce le tue qualità.
In particolare quali sono le cose assolutamente da evitare? Quali sono le domande da non fare al termine di un colloquio di lavoro se davvero si vuole essere assunti?

  • What does your company do?/Di che cosa si occupa la vostra azienda? 

Può sembrare il consiglio più banale del mondo ma, credimi, sono davvero molti i candidati che si ostinano a chiedere di cosa si occupa l’azienda. Si presume che il candidato si sia adeguatamente informato a proposito della compagnia alla quale si sta proponendo per avere un impiego. Non credi?

  • What will my salary be?/A quanto ammonterà il mio stipendio?

Chiedere al primo incontro informazioni su soldi e salario ti farà sembrare solo avido e poco interessato al lavoro!Riserva questa domanda almeno al secondo incontro o, per lo meno a quando otterrai il lavoro.

  • How soon can I take a vacation?/Quando potrò prendere una vacanza?

Non c’è bisogno di dire che questa è una delle peggiori domande che tu possa fare: ancora non sei stato assunto e già ti preoccupi delle vacanze? Direi di aspettare almeno qualche mese prima di fare domande di questo tipo; farle durante il primo colloquio ti farà apparire poco serio e per niente interessato al lavoro.

  • What happens if I don’t get along with my boss or coworkers?/Cosa succede se non vado d’accordo con il mio capo o con i colleghi?

Questa è una domanda che potrebbe far nascere dei dubbi sul tuo comportamento con i colleghi e che, per certi versi, può anche suonare un po’ infantile.Insomma: nessuno vuole assumere personale che crea problemi o mette zizzania fra le persone o, peggio ancora, qualcuno che non è in grado di stare e lavorare con gli altri.Soprattutto se gli “altri” sono un team consolidato.

  • Are there any restrictions on Internet use?/Ci sono delle restrizioni sull’uso di Internet?

Il fatto di essere o meno sottoposto a un controllo della cronologia da parte dell’azienda è qualcosa di cui probabilmente sarai informato in seguito (anche per questioni relative alla privacy). Tuttavia chiedere in prima battuta a un reclutatore una cosa del genere rischia di gettare su di te un’ombra difficile da cancellare: della serie “questo candidato ha qualcosa da nascondere e durante il suo lavoro userà Internet in maniera impropria”.

  • I heard this rumor about the CEO/the president/the secretary. Is it true?/Ho sentito un pettegolezzo riguardo il CEO/il presidente/la segretaria. È vero?

Che si tratti del CEO, della segretaria o del portiere di notte queste cose non ti riguardano e non devono interessarti; inutile dire che non devi chiedere nienteperché non sei né al bar né dal parrucchiere. E poi una persona intelligente non fa mai del gossip; meno che meno al primo incontro e meno che meno a proposito del personale già presente in azienda!

  • Why are you recruiting an intern?/Perché state cercando proprio uno stagista?

La domanda, di per sé, è legittima ma se davvero hai intenzione di porla chiediti prima di tutto perché vuoi farla e se ne vale la pena. Agli occhi di molti recruiter questo tipo di quesito potrebbe risultare un po’ accusatorio e alle aziende non piace essere accusate di nulla. Soprattutto se ad accusarle è qualcuno che non si conosce e con cui si sta parlando per la prima volta.

  • How did I do? Did I get the job?/Come sono andato? Ho avuto il lavoro?

Seriamente?! Queste non sono domande da fare se davvero ci tieni ad avere il lavoro: se vuoi un feedback dovrai attendere una settimana/dieci giorni (come tutti gli altri) e se allo scadere del tempo non avrai avuto notizie potrai prendere l’iniziativa e chiedere, telefonare o mandare 100 e-mail. Ma farlo subito ti farà sembrare ansioso e, soprattutto, poco sicuro di te.

  • No.

Infine c’èuna cosa che è peggiore di fare domande stupide o inappropriate ed è non fare alcuna domanda!Stai pur certo che qualcuno interpreterà il tuo silenzio come un segno di disinteresse oppure come il segnale di un carattere remissivo e poco brillante.


Giunto al termine di un colloquio di lavoro, quel momento in cui un recruiter lascia la parola al candidato può rivelarsi una grande opportunità per chi sappia coglierla con intelligenza e grinta. Fare le domande giuste, infatti, può mettere in mostra le tue qualità e incidere davvero positivamente sull’esito del colloquio. Perciò, good luck!

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