La coffee culture in Australia

La coffee culture in Australia

Qualche settimana fa ho raccontato come si diventa baristi in Australia: gli step, i corsi da frequentare, cosa aspettarsi, le mansioni da ricoprire e le difficoltà che si possono incontrare. Già, perché in Australia la cultura del caffè e dei coffee bar è davvero radicata e molto diversa da quella italiana. Qualcuno potrebbe obiettare che
Tempo di lettura: 4 minuti
Pubblicato il Gennaio 6, 2016 - di alessia

Qualche settimana fa ho raccontato come si diventa baristi in Australia: gli step, i corsi da frequentare, cosa aspettarsi, le mansioni da ricoprire e le difficoltà che si possono incontrare.

Già, perché in Australia la cultura del caffè e dei coffee bar è davvero radicata e molto diversa da quella italiana. Qualcuno potrebbe obiettare che «il caffè come lo abbiamo in Italia è il vero caffè» oppure che «noi italiani abbiamo il vero espresso» e ancora «cosa vogliono saperne di caffè in Australia?».
Sono molti i baristi italiani (o aspiranti tali) che partono alla volta della terra dei canguri credendo che sarà una passeggiata ma non è proprio così:in Australia esistono moltissime varietà di caffè, diverse misure, diverse temperature, diversi tipi di zucchero.E, ovviamente, a ogni tipo di bevanda corrisponde un nome diverso.
Ecco perché oggi vorrei parlare di coffee culture in Australia e stilare un piccolo vademecum per baristi. Spero ti sia utile!

CAFFÉ (e varie)

 

  • Espresso o short black: è l’espresso (più o meno) in stile italiano;
  • Cappuccino (detto anche cap): è come il nostro cappuccino ma con una spolverata di cacao (la crema di latte, che in Australia è molto più schiumosa, si chiama foam);
  • Decaf: caffè decaffeinato;
  • Latte: è in realtà un caffellatte in tazza di vetro con circa un centimetro di schiuma;
  • Flat white: è un cappuccino senza polvere di cacao e senza schiuma;
  • Piccolo: è un latte in tazza piccola;
  • Macchiato: è simile a un caffè macchiato o, meglio, schiumato;
  • Macchiatone (o half latte): è la metà di un latte (cioè di un caffellatte) servito in un bicchiere di vetro;
  • Chai latte: è un latte al sapore di cannella (ne esistono anche le varianti alla vaniglia e alla nocciola);
  • Long black: è simile al caffè americano cioè è allungato con acqua calda;
  • Hot chocolate: cioccolata calda piuttosto liquida;
  • Cioccolata italiana: è la nostra cioccolata, densa e cremosa;
  • Vienna Coffee: può avere come base un flat white o un long black; nella tazza da cappuccino si prepara uno dei due e poi lo si riempie di panna montata e cacao;
  • Mocha: anche se il nome può trarre in inganno, si tratta di un mix fra cappuccino e hot chocolate.

LATTE

 

Una volta scelto il caffè (e varie) il cliente sceglie anche il tipo di latte che è la bevanda più bevuta in Australia! Non solo a colazione ma durante l’arco di tutta la giornata.

  • full cream milk: è un latte ricco e denso, simile al nostro latte intero;
  • skim milk: è il latte scremato;
  • soy milk: sempre più in voga anche da noi, questo latte è di soia e, spesso, è scelto da chi soffre di intolleranze;
  • almond milk: è il latte di mandorla, alternativa a quello di soia e a quello normale. Anche questo è consigliato a chi ha problemi con il lattosio.

LO ZUCCHERO

 

Pensavi che fosse finita qui e invece… In Australia c’è l’abitudine per cui il barista deve, spesso, dolcificare lui stesso la bevanda ecco perché il cliente sceglierà anche il tipo di zucchero.

  • sugar: è, ovviamente, il classico zucchero bianco;
  • raw sugar (o cane sugar): è lo zucchero di canna;
  • brown sugar: zucchero di canna integrale;
  • equal: è il dolcificante (uno zucchero ipocalorico);
  • sugar free: in molti scelgono di bere il proprio caffè senza zucchero.

LE TAZZE

 

Adesso passiamo alla scelta della grandezza della tazza… incredibile, vero??!!

 

  • small: ovviamente una tazza piccola ma un po’ più grande di una nostra tazzina da caffè;
  • medium: media; cioè un po’ più grande di quella da cappuccino.

Tuttavia la scelta è, spesso, limitata a due sole grandezze: regular o large e, talvolta, ti sarà chiesto un ¾ ovvero una tazza riempita poco oltre la metà. Chiaramente la scelta della tazza è importante a seconda che il cliente voglia consumare il caffè dentro il bar o fuori. In questo caso avremo:

  • mug: la classica tazza (con o senza piattino) scelta da chi consuma all’interno del locale;
  • cap: il contenitore da asporto scelto da chi opta per il take away (attenzione: cup identifica il contenitore termico in cui si trasporta la bevanda ma, comunemente, si chiede «Would you like a cup of coffee?» intendendo una tazza!).

LE QUANTITÀ

 

Non crederai che sia finita qui…??!! Gli avventori australiani forniscono anche specifiche indicazioni sulla quantità di caffè!

  • weak: ovvero con poco caffè;
  • strong: con un double shot di caffè, cioè una quantità doppia.

LA TEMPERATURA

 

Infine, al limite della paranoia più pura, il cliente ti fornirà anche precise indicazioni sulla temperatura (e ricorda che in Australia è molto comune bere latte e cappuccini a una temperatura molto maggiore rispetto a quella tipica italiana: siamo sui 70-75 gradi o anche di più!).

  • hot: caldo, cioè a temperatura normale… un po’ difficile che qualcuno lo chieda ma tutto può essere;
  • extra hot: è una sorta di bollente ed è molto richiesto soprattutto da chi desidera ustionarsi lingua e palato;
  • warm: ovvero tiepido.

Beh, una volta imparato tutto questo il classicocaffè macchiato decaffeinato in vetro senza schiuma tiepido, ti sembrerà davvero uno scherzo!

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