Intervista ad Alessandra di “I viaggi dei rospi”

Intervista ad Alessandra di “I viaggi dei rospi”

Il viaggio è da sempre un modo avvincente di esplorare il mondo, le sue bellezze e i suoi paesaggi. Non solo: viaggiare ci permette di conoscere nuove persone, culture diverse e paesi sconosciuti. Chi non vorrebbe viaggiare in giro per il mondo alla scoperta di terre lontane, affascinanti e meravigliose? Le uniche cose di cui hai
Tempo di lettura: 9 minuti
Pubblicato il Aprile 14, 2017 - di alessia

Il viaggio è da sempre un modo avvincente di esplorare il mondo, le sue bellezze e i suoi paesaggi. Non solo: viaggiare ci permette di conoscere nuove persone, culture diverse e paesi sconosciuti. Chi non vorrebbe viaggiare in giro per il mondo alla scoperta di terre lontane, affascinanti e meravigliose? Le uniche cose di cui hai bisogno sono una valigia, una crema solare, forse un cappellino di lana e una macchina fotografica. Ma c’è un’altra cosa che dovresti portare con te (ed è importante): l’inglese; infatti con lo studio e un po’ d’impegno i risultati arriveranno e vivrai i tuoi viaggi con una marcia in più!

Adesso prenditi un po’ di tempo per leggere l’intervista ad Alessandra, mamma e travel blogger di successo che, anche grazie all’inglese, ha fatto della sua passione un lavoro.Perché l’inglese è importante… soprattutto per chi viaggia!

  • Ciao Alessandra! Iniziamo con una piccola presentazione; raccontaci qualcosa di te: da dove vieni, quanti anni hai e di cosa ti occupi al momento?

Ecco la mia carta d’identità: 38 anni, milanese, anche se dentro sono una “ragazza di campagna”. Moglie, mamma e travel blogger per passione! Amo viaggiare con i miei tre ometti e stare nella natura il più possibile. Scarpe da trekking, zaino in spalla e occhiali da sole verdi sono il mio outfit preferito. Mi trovate spesso di corsa in metropolitana ma è in mezzo al bosco che mi sento a casa.

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  • Parlaci dei Rospi: chi sono e cosa fanno? E poi, come è nato “I viaggi dei Rospi”, il blog sul quale racconti le avventure della tua famiglia in giro per il mondo?

I Rospi siamo noi, la nostra famiglia! Diedi il soprannome “Rospo” a Ruggiero anni fa quando eravamo fidanzati da poco e chiamandoci così, Rospo e Rospa, è stato un attimo allargare il vezzeggiativo a tutti gli altri membri dello “stagno”. Il blog, invece, è nato per caso, prima di partire per l’Australia ed è frutto dalla grande passione che abbiamo in comune lui ed io: viaggiare.All’inizio il blog è nato lontano da logiche di business o professionali; era semplicemente frutto dell’entusiasmo che avevamo quando raccontavamo a parenti e amici le nostre avventure in giro per il mondo.Che nome dare al nostro blog è venuto da solo!

  • In particolare cosa offre ai suoi visitatori?

“I viaggi dei Rospi” racconta delle nostre avventure vicine e lontane e ha seguito l’evoluzione della nostra famiglia: da coppia, a coppia con cane al seguito, a famiglia con bambini. Racconta di gite fuori porta, weekend in Europa o viaggi più lontani. Tra le sue pagine si trovano consigli su materiali tecnici per le escursioni, attrezzature sportive che usiamo noi, campeggi, destinazioni o strutture ricettive che ci hanno particolarmente conquistato e dove consigliamo di andare. Il nostro obiettivo è quello diispirare altre famiglie ad uscire dai classici itinerari e dal classico concetto di vacanza scegliendo, invece, di fare vacanze avventura, da vivere con i propri bimbi.Poi, ovviamente, grazie ai vari canali social – soprattutto FB – abbiamo un rapporto diretto con i lettori che ci chiedono personalmente indicazioni, suggerimenti e dritte ad hoc.

  • Sappiamo che hai fatto diverse esperienze all’estero, sia in solitaria che in coppia che “con tutta la banda”. Qual è l’esperienza di viaggio più bella che tu abbia mai fatto?

Ci sono viaggi e momenti di tanti viaggi che sono indimenticabili per diversi motivi. È stato straordinario attraversare da soli in jeep camper il deserto australiano; è stato ricco di emozioni il primo fly & drive con Federico che aveva 7 mesi; è stato bellissimo viaggiare con il pancione e ora girare tutti e quattro assieme. Ci sono state tante prime volte e ognuna è importante e sarebbe degna di nota… Ma se proprio devo dire i luoghi che più mi (e ci) sono rimasti nel cuore, allora dico Australia e Finlandia.

  • E quella che, invece, non rifaresti?

Non ci sono esperienze da cancellare perché credo fermamente che ogni avventura contribuisca a formare qualcosa di te. Ogni inciampo, disavventura o “esperienza negativa” ha come rovescio della medaglia l’insegnamento di qualcosa che comunque vale la pena. Dagli errori si impara sempre e anche sbagliando in viaggio – soprattutto quando si parla di viaggi con i bambini – si impara a non ripetere gli stessi la volta successiva.

  • In che modo la conoscenza dell’inglese ha influito sulla tua vita personale e professionale?

Le lingue sono state il fulcro di tutto il mio percorso di studio. Mi ricordo infatti che, fin da bambina, desideravo esplorare il mondo – per questo devo ringraziare i miei genitori che mi hanno sempre coinvolto nei loro viaggi e portata ovunque fin da piccolissima – e quindi il desiderio di conoscere e potermi esprimere in una lingua diversa dalla mia è stata la naturale conseguenza. Senza quella costante “sete di conoscenza” che mi hanno instillato i miei, forse sarei una persona diversa oggi.

  • Perché l’inglese è così importante per un travel blogger?

L’inglese è importante per chiunque, oggi.In un mondo dove non ci sono più confini e dove viaggiare è diventato molto più facile, economico e alla portata di tutti (rispetto a quando ero bambina io) è fondamentale. Ed ecco perché siamo fermamente convinti che sia un dovere avviare i bambini all’apprendimento dell’inglese fin da piccolissimi.

  • Come hai migliorato il tuo livello di conoscenza dell’inglese?

Studiando, leggendo, guardando film in lingua originale… ma soprattutto praticando sul campo! Per acquisire un vocabolario ricco, comunicare in modo fluente e con un linguaggio moderno è fondamentale andare nei paesi madrelingua e confrontarsi con i locali. Magari vivere, lavorare o avere un’esperienza di vacanza studio.

  • Destinazioni: la tua top 3 per chi desidera lavorare o studiare all’estero.

Metto Dublino al primo posto perché non amo le grandi metropoli e quindi, rispetto alla caotica Londra, mi sento di consigliare l’Irlanda. Per quanto riguarda il Regno Unito direi cittadine come Oxford o Cambridge e poi, siccome la mia prima lingua è il francese, dico Nizza, perché le vacanze studio in Costa Azzurra sono le più divertenti per gli adolescenti!

  • Destinazioni: la tua top 3 per chi desidera spostarsi all’estero per piacere… e magari con famiglia e animali al seguito!

Se in famiglia c’è anche un quattro zampe bisogna ricordarsi che per uscire dai confini nazionali è necessario munirsi preventivamente di passaporto da richiedere negli uffici competenti almeno un paio di mesi prima di partire e di controllare le profilassi (tipo anti rabbica) dei diversi paesi.Noi comunque non possiamo che consigliarvi tanti viaggi nella natura, per cui tra i luoghi che più portiamo nel cuore ci sono i boschi di Finlandia e Austria… e quelli delle nostre Dolomiti!

  • La valigia del travel blogger con famiglia: i 5 must!

Scarpe da trekking leggero: comode, idrorepellenti e ideali per camminare sia in città che nel verde. Maglia tecnica: si asciuga in fretta, è traspirante e tiene più caldo rispetto al cotone. Costume da bagno per un tuffo in piscina per la gioia dei più piccoli o per il relax serale di mamma e papà in una spa. Salviettine umidificate (utili in ogni situazione) e quando si viaggia con dei piccolissimi soluzione fisiologica, da usare per il nasino o per pulire una sbucciatura.

  • Vista la tua esperienza in fatto di viaggi, dove pensi che, in questo periodo storico, rispetto all’Italia, ci siano più possibilità lavorative e professionali?

A est! Dopo un viaggio a Budapest ci siamo accorti di quanto i paesi dell’est Europa si stiano evolvendo/ingegnerizzando molto più velocemente rispetto a noi. E questo nonostante i tanti pregiudizi che ancora ci sono in Italia, legati a vecchi stereotipi. Poi, parlando soprattutto di opportunità per le famiglie, i paesi del nord Europa sono l’ideale: non solo ci sono ottimi sbocchi professionali ma offrono anche servizi welfare a sostegno della famiglia!

  • Hai un suggerimento da dare ai tanti italiani (soprattutto giovani) che sognano di lavorare, studiare e vivere all’estero?

Per prima cosa bisogna individuare la propria passione e riuscire a farne un lavoro: questo vale come un 6 all’Enalotto! Siamo in un periodo storico di cambiamento epocale e bisogna avere la mente aperta. Ci si deve reinventare, senza aver paura di varcare i confini. Lo dico a voi/loro per dirlo a me:nelle cose bisogna crederci, avere convinzione e trovare la forza di andare sempre avanti. C’è un mondo che ci aspetta!

  • Ci sono modalità di viaggio “particolari” che ti senti di consigliare a chi si trova alla sua prima esperienza all’estero?

Tutto quello che avvicina alla vita da “locals” come, per esempio, il couchsurfing. Volontariato e campi di lavoro sono un ottimo strumento per imparare una lingua straniera ma penso anche allo scambio di casa (comodo soprattutto per le famiglie) che è una pratica ancora poco diffusa in Italia e che, invece, all’estero ha molto più successo. Inoltre i viaggi “slow” – a piedi o in bicicletta ad esempio – avvicinano molto agli abitanti di un paese o di una località e quindi intensificano il rapporto con usi, costumi e abitudini stranieri.

  • Com’è viaggiare con bimbi piccoli al seguito? Dall’esterno può sembrare complicato: quali sono le difficoltà? E quali sono, invece, i vantaggi di abituare i bimbi al viaggio, fin da piccoli?

Viaggiare con i bimbi piccoli è un’avventura! A tratti faticosa, a volte ti ripeti “ma chi me lo ha fatto fare?” ma, come ogni cosa che presenta delle difficoltà, poi ti regala delle soddisfazioni immense!I bambini fanno quello che fanno i genitori e stanno dove stanno i genitori. Noi partiamo da questo presupposto. Ci vuole solo più organizzazione: bisogna considerare tempi più dilatati rispetto a quando ci si muove da soli o in coppia ma è una bellissima scoperta per tutti e si incentiva lo spirito di squadra. Bisogna sapersi sporcare con i piccoli, rotolarsi sul prato o mettere in gioco tutta la pazienza per superare un capriccio. Se si abituano al viaggio fin da bambini ci si accorge che poi saranno molto più autonomi a scuola, in gita con la classe e avranno uno spirito più aperto verso il mondo.


iviaggideirospi.com

Fb: I viaggi dei rospi

Twitter: @viaggideirospi

Instagram: @viaggideirospi

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