Come si cerca un lavoro: intervista a Luca Bove di Risorse (Dis)Umane

Come si cerca un lavoro: intervista a Luca Bove di Risorse (Dis)Umane

Come si trova un impiego? Da che parte cominciare? Chi contattare? E, soprattutto, come procedere? Per rispondere a questa e a mille altre domande tipiche di chi è in cerca di lavoro, abbiamo intervistato Luca Bove di Risorse (Dis)Umane: ci ha raccontato un sacco di cose. Se stai cercando un impiego, non perderti i suoi
Tempo di lettura: 4 minuti
Pubblicato il Novembre 8, 2016 - di alessia

Come si trova un impiego? Da che parte cominciare? Chi contattare? E, soprattutto, come procedere? Per rispondere a questa e a mille altre domande tipiche di chi è in cerca di lavoro, abbiamo intervistato Luca Bove di Risorse (Dis)Umane: ci ha raccontato un sacco di cose. Se stai cercando un impiego, non perderti i suoi suggerimenti!

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  • Ciao Luca! Parlaci di te: chi sei e di cosa ti occupi all’interno di Risorse (Dis)Umane?

Ciao, sono Luca Bove, sono un consulente di web marketing indipendente e, all’interno di Risorse(Dis)Umane, mi occupo di promozione e marketing.

  • Cosa offre Risorse (Dis)Umane? Cos’è e cosa fa?

http://www.risorsedisumane.com è un blog di orientamento al lavoro nato in collaborazione con un consulente del lavoro nel 2009. Il suo scopo è quello di aiutare le persone in cerca di occupazione, proponendo guide e approfondimenti a proposito del mercato professionale. Sul sito c’è anche un’ampia selezione di offerte di lavoro; alcuni ci mandano direttamente delle candidature, ma non siamo un’agenzia per la ricerca di un impiego. Abbiamo tra le 120.000 e le 140.000 visite mensili al sito e si tratta principalmente di persone interessate agli annunci ma non mancano coloro che cercano dritte su come muoversi in un mercato del lavoro sempre più complesso e difficile.

  • Quali pensi siano le skill maggiormente richieste dalle aziende? Cosa rende un profilo professionale appetibile agli occhi di un head hunter?

Diciamo che queste dipendono soprattutto dall’azienda presso cui ci si candida ma anche dal ruolo al quale siamo interessati! In generale, però, sono richieste:la conoscenza delle lingue straniere, conoscenze informatiche, buone competenze relazionali(utili sia per il lavoro di squadra sia per rapportarsi con i clienti). Poi direi che è molto importante avere buone doti di time management: occorre sapersi organizzare poiché il tempo è importante e bisogna essere in grado di impegnarlo al meglio. Se il ruolo per il quale ci si sta candidando prevede la supervisione su altri, allora possedere doti di leadership sarà essenziale. Infine, a seconda del ruolo, vengono richieste (minime) capacità di gestione finanziaria o amministrativa; sempre più spesso una buona capacità di vendita o negoziazione e, perché no, anche la capacità di pensare fuori dagli schemi.

  • Cosa puoi dirci riguardo ai social? Aiutano davvero a trovare un lavoro? Pensi che siano un ostacolo o un vantaggio per chi cerca lavoro?

In generale sì, aiutano a trovare lavoro.  Poi, se si hanno passioni o competenze che si sviluppano direttamente sui social, questi diventano il miglior modo di presentare se stessi e le proprie capacità: è tutta una questione di reputazione. In più penso che il web offra molte altre opportunità: per esempio se si è parte attiva di una community (oppure se si scrive su un blog) a proposito di argomenti che possono interessare alle aziende, le probabilità di essere assunti aumentano.Insomma, per sfruttare al meglio il potenziale dei social, credo sia necessario essere presenti in rete e darsi da fare in maniera attiva, soprattutto condividendo le proprie idee, i propri lavori e il proprio essere.Se invece li usiamo per mostrare a tutti (e non solo agli amici stretti) il numero di birre che ci scoliamo nel weekend, allora non andiamo da nessuna parte!

  • L’inglese è una skill strategica anche per chi cerca un lavoro in Italia?

Sì, assolutamente. In più ci sono alcuni annunci di aziende italiane in cui è richiesta anche la conoscenza di una seconda lingua straniera, dando per scontato che si padroneggi già l’inglese! E poi è importante conoscerlo perché non è raro che ci siano aziende italiane che hanno un management internazionale: allora conoscendo l’inglese le possibilità di fare carriera aumentano considerevolmente!

  • Infine: hai qualche consiglio per gestire al meglio rifiuti e feedback negativi?

Può essere doloroso ma dobbiamo accettare la realtà: potremmo non essere fatti per quell’azienda. Quando ci sono rifiuti, allora, è bene imparare da essi e cercare di lavorare sodo per migliorarsi!

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