Il primo maggio negli Stati Uniti: la storia e le origini

Il primo maggio negli Stati Uniti: la storia e le origini

Il primo maggio negli Stati Uniti si festeggia oppure no? Negli USA il 1 maggio non si festeggiano le lotte per i diritti dei lavoratori ed è davvero un paradosso poiché le radici di questa ricorrenza affondano proprio negli States! [su_spacer] Il primo maggio negli Stati Uniti: la storia e le origini Sul finire del XIX
Tempo di lettura: 5 minuti
Pubblicato il Aprile 30, 2018 - di alessia

Il primo maggio negli Stati Uniti si festeggia oppure no? Negli USA il 1 maggio non si festeggiano le lotte per i diritti dei lavoratori ed è davvero un paradosso poiché le radici di questa ricorrenza affondano proprio negli States!

Il primo maggio negli Stati Uniti: la storia e le origini

Sul finire del XIX secolo la classe operaia di mezzo mondo era in aperta lotta per ottenere la riduzione della giornata lavorativa a 8 ore (senza il taglio di stipendio). Le condizioni lavorative erano pessime, gli incidenti e i decessi sul lavoro erano numerosi e si lavorava in media dalle 10 alle 16 ore al giorno.

Le idee socialiste animavano i lavoratori, convinti che il capitalismo fosse favorevole solo alla classe borghese e che uccidesse i più deboli e gli operai. Da qui i tanti anarchici che in quel periodo auspicavano la distruzione di ogni tipo di gerarchia: a volte erano pacifici, a volte meno. In ogni caso sia chi inneggiava alla rivolta, sia le istituzioni politiche che le forze dell’ordine giocarono un ruolo determinante nei sanguinosi fatti che portarono all’istituzione della festa. Vediamo allora come ha avuto origine il primo maggio negli Stati Uniti.

Perché proprio il 1 maggio?

L’antefatto è questo:la scelta del giorno e l’origine della festa risalgono ad alcune manifestazioni tenutesi a New York dai Knights of Labore che diventarono, a partire dal 1882 circa, a cadenza annuale. Quindi fino al 1886 l’unico motivo della ricorrenza era questo: da questa data in poi le cose cambiarono per sempre. Per tutti noi.

Per capire il tipo di atmosfera che si respirava durante quel periodo, basta leggere un proclama diramato dagli anarchici prima dei fatti del maggio 1886:

Workingmen to Arms!

War to the Palace, Peace to the Cottage, and Death to LUXURIOUS IDLENESS.

The wage system is the only cause of the World’s misery. It is supported by the rich classes, and to destroy it, they must be either made to work or DIE.

One pound of DYNAMITE is better than a bushel of BALLOTS!

MAKE YOUR DEMAND FOR EIGHT HOURS with weapons in your hands to meet the capitalistic bloodhounds, police, and militia in proper manner.

Quindi uno spargimento di sangue ci si poteva aspettare ma le conseguenze non furono quelle auspicate.

La rivolta di Haymarket

Il 1° maggio 1886 più di 300.000 lavoratori di 13.000 imprese negli Stati Uniti lasciarono il lavoro; a Chicago, centro delle maggiori rivolte, in 40.000 scioperarono: gli anarchici erano in prima fila. Discorsi infuocati, parate, bande e decine di migliaia di manifestanti nelle strade ma nessuna agitazione sanguinosa. Fu solo due giorni dopo, il 3 maggio, che la violenza scoppiò davanti allo stabilimento McCormick (che produceva macchine agricole) tra i lavoratori in sciopero e la polizia:le forze dell’ordine, infatti, spararono sulla folla uccidendo 2 manifestanti e facendo numerosi feriti.Per protesta contro la violenza della polizia alcuni anarchici organizzarono una manifestazione in Haymarket Square: la fortuna volle che, a causa del maltempo e di un breve preavviso, solo 3.000 delle decine di migliaia di persone si presentassero. La manifestazione procedeva comunque in maniera pacifica, fino a quando le forze dell’ordine decisero di disperdere la folla per evitare che si scaldassero troppo gli animi; in quel momento una bomba esplose fra i ranghi e gli agenti risposero aprendo il fuoco. Nessuno seppe mai quanti furono i morti né chi lanciò l’ordigno: in molti sostennero fosse stato un anarchico, altri dissero che si trattava di un agente di polizia incaricato di compiere il gesto per incolpare gli agitatori della folla.

8 anarchici, Albert Parsons, August Spies, Samuel Fielden, Oscar Neebe, Michael Schwab, George Engel, Adolph Fischer e Louis Lingg furono arrestati e condannati per omicidio (anche se solo 3 erano presenti ad Haymarket ed erano sotto gli occhi di tutti mentre si verificava l’attentato). Molti diranno poi che il processo fu una farsa, una grossolana presa in giro della giustizia statunitense (hai presente il caso Sacco e Vanzetti di 30 anni dopo?). Il mondo intero si rese conto che8 persone furono condannate non per le loro azioni ma per le loro convinzioni politiche.L’11 novembre 1887, dopo molti appelli falliti, Parsons, Spies, Engel e Fisher furono impiccati; Louis Lingg si uccise la sera prima dell’esecuzione; Fielden, Neebe e Schwab ottennero la grazia sei anni più tardi, dopo aver ottenuto di commutare la condanna a morte in ergastolo.

Una grande manifestazione fu organizzata in città in segno di lutto e l’eco della vicenda si fece sentire immediatamente in tutto il mondo, a conferma che il socialismo non era affatto morto! Per questo e per tutti gli eventi legati ai fatti descritti, la data ufficiale del 1 maggio fu adottata in Canada nel 1894 e più tardi in quasi tutti i paesi del mondo.

Il primo maggio negli Stati Uniti oggi

Durante i primi decenni del XX secolo, il governo degli Stati Uniti cercò di frenare la celebrazione e cancellarla dalla memoria del popolo istituendo addirittura il Law Day, proprio il 1° maggio.

Nonostante siano trascorsi più di 100 anni, sono ancora tanti i possibili parallelismi tra gli eventi del 1886 e la società di oggi.Molti lavoratori sono ancora bloccati in situazioni di sfruttamento; alcuni, in primis le donne, non hanno diritti o pari diritti (anche nella democraticissima America); ci sono persone imprigionate per le loro idee; il pregiudizio è forte nei confronti di chi auspica l’uguaglianza sociale.La storia ha molto da insegnarci: in questo caso ci aiuta a rintracciare le radici del nostro radicalismo e di alcuni stereotipi. Se, oggi, il sabato è un giorno non lavorativo durate il quale possiamo passare del tempo in famiglia, lo dobbiamo a chi per primo ha lottato per l’uguaglianza sociale. C’è ancora molto da fare ed è importante celebrare e ricordare chi ha dato la vita per i nostri diritti e per i diritti delle generazioni a venire: la nostra situazione lavorativa non può essere mai data per scontata!

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