Equità sociale: percezione, realtà e utopia

Equità sociale: percezione, realtà e utopia

Se preparassi 10 assaggi di diversi tipi di birra con i relativi loghi del brand sui bicchieri ben in vista e li proponessi a esperti in materia o sedicenti tali, le valutazioni degli assaggiatori sarebbero molto pertinenti e parlerebbero di tante differenze e particolarità. Ma se cercassi obiettività nelle recensioni delle birre, allora dovrei sottoporre
Tempo di lettura: 1 minuti
Pubblicato il Settembre 11, 2015 - di alessia

Se preparassi 10 assaggi di diversi tipi di birra con i relativi loghi del brand sui bicchieri ben in vista e li proponessi a esperti in materia o sedicenti tali, le valutazioni degli assaggiatori sarebbero molto pertinenti e parlerebbero di tante differenze e particolarità. Ma se cercassi obiettività nelle recensioni delle birre, allora dovrei sottoporre gli esperti ad un blind test. Proverò, quindi, a bendare i ‘birrofili’ e ripeterò il test senza che sappiano di che birre si tratta. Sorprendentemente, anche gli esperti riusciranno a riconoscere tra le 10 birre soltanto la Guinness (per chi si sta domandando perché proprio questa stout irlandese per poi rispondere: è birra o un preparato al caffè?) e delle altre 9 vi sapranno dire poco e nulla.

Dan Ariely fa questo esempio per parlare di preconcetti e percezioni distorte della realtà, per introdurre così l’argomento principale del suo discorso e cioè l’ equità sociale: come viene percepita, come è effettivamente nella realtà e come si vorrebbe che fosse. I risultati delle sue indagini mi hanno molto sorpreso.

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