Infermiere in UK: com’è il lavoro

Infermiere in UK: com’è il lavoro

Se stai pensando di trasferirti nel Regno Unito, qui di seguito puoi trovare un sunto di quali sono le “condizioni” di lavoro degli infermieri in UK: salari, benefit, tasse e molto altro ancora. [su_spacer] [su_spacer] [su_spacer] SALARIO Un infermiere, nel Regno Unito, percepisce dai 2.000 ai 2.500€ contro i 1.500€ di un infermiere italiano. Lo
Tempo di lettura: 7 minuti
Pubblicato il Ottobre 30, 2016 - di alessia

Se stai pensando di trasferirti nel Regno Unito, qui di seguito puoi trovare un sunto di quali sono le “condizioni” di lavoro degli infermieri in UK: salari, benefit, tasse e molto altro ancora.

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SALARIO

Un infermiere, nel Regno Unito, percepisce dai 2.000 ai 2.500€ contro i 1.500€ di un infermiere italiano. Lo stipendio medio per un turnista, quindi, si aggira sulle £1.500/1.600 mensili esclusi i turni extra (pagati come straordinari), i turni notturni (pagati il 30% in più), quelli festivi (pagati il 50% in più) e i sabati (pagati il 30% in più). Per esempio un band 5 può percepire annualmente dalle £21.000 a più di £28.000. Qui puoi trovare un prospetto di tutti gli stipendi del personale sanitario inglese con tanto di simulazione della tassazione per l’anno 2015/2016.

Chi invece è in attesa del PIN number di solito lavora finché non lo riceve, come HCA (healthcare assistant, il corrispettivo di un nostro OSS) e, in media, percepisce dalle £1.000 alle £1.200 mensili.

In più i lavoratori del settore privato guadagnano di più di quelli del settore pubblico ma in quest’ultimo c’è minore possibilità di conseguire avanzamenti di carriera e quindi di avere un aumento significativo dello stipendio; chi, invece, inizia a lavorare nel settore pubblico parte quasi sempre da un inquadramento band 5 (contratto a tempo indeterminato con paga lorda annua di circa £21.909) con possibilità di fare carriera e di avere, negli anni, ottimi scatti di stipendio.

TASSE

Le detrazioni che, nel Regno Unito, vengono applicate alla busta paga sono principalmente di tre tipi:

  •      Tax (tasse);
  •      NI (National Insurance);
  •     Workplace pension (solo se il datore di lavoro organizza un fondo pensione).

Se in Italia l’argomento tasse è un tasto dolente e, soprattutto, la pressione fiscale è altissima,in UK le tasse si pagano sulla base di quanto si guadagna annualmente (questo sistema è detto Pay as You Earn):

  • fino a £10.600 all’anno si è esentasse;
  • da £1 fino a £31.785 lordi (successivi ai primi £10.600 sempre esentasse) le tasse sono del 20%;
  • da £31.786 a £150.000 lordi le tasse sono del 40%;
  • oltre £150.000 lordi le tasse sono del 45%.

Il NI (National Insurance) è, invece, un contributo che ogni lavoratore versa e che serve a pagare pensioni e benefit come maternità e indennità di disoccupazione. Il NI si calcola sullo stipendio lordo settimanale:

  •    fino ad un guadagno di £155 a settimana (circa £8.060 all’anno) non si paga nessun NI;
  •    per stipendi da £155 a £815 a settimana la NI è del 12%;
  •    per stipendi oltre £815 a settimana la NI è del 2%.

Comunque qui puoi farti un’idea piuttosto chiara di quanto andrai a pagare annualmente (dovrai inserire anche il tuo Tax Code, il codice fornito ad ogni lavoratore e in base al quale si pagano le tasse).

Succede spesso che, arrivati in UK per la prima volta (o nel caso in cui si passi dall’essere self-employed a employed), l’agenzia delle entrate assegni un emergency tax code provvisorio in base al quale il lavoratore dovrà pagare il massimo delle tasse dovute (questo succede perché il fisco non conosce la situazione fiscale precedente del lavoratore). In questo caso si può contattare l’HMRC spiegando il problema: così si riceverà un nuovo tax code e si otterrà il rimborso delle tasse in eccesso pagate.

Nel Regno Unito esistono i CAB (Citizens Advice Bureaux) che non sono altro se non uffici pubblici che forniscono utili consigli legali e amministrativi ai cittadini o a chi si è appena trasferito. Si prende un appuntamento e si parla con un funzionario che, di solito, è in grado di fornire tanti consigli utili a risolvere tutta una serie di problemi burocratici come, ad esempio, quello relativo al pagamento delle tasse.

PENSIONI

Il sistema pensionistico inglese non è fra i migliori ma la categoria degli infermieri è una delle “privilegiate”.
La pensione del settore pubblico, quindi per i lavoratori dell’NHS, è data da un versamento mensile del 7% da parte sia del lavoratore che del datore di lavoro (vedi paragrafo relativo alle tasse/NI).

In alternativa esistono piani pensionistici privati: il datore di lavoro chiede al lavoratore se è interessato a partecipare al fondo pensionistico da lui organizzato; a questo proposito una parte della busta paga (la percentuale è variabile) sarà destinerà a questo fondo.

Se dopo un tot di tempo il lavoratore decide di rientrare in patria deve sapere che non riceverà immediatamente i contributi versati in UK! I soldi, in realtà, rimangono nel Regno Unito e saranno percepiti dal lavoratore solo quando questi andrà definitivamente in pensione tramite ricongiungimento delle pensioni percepite in tutti i paesi in cui ha lavorato nell’arco della vita. Lo stesso vale anche per il settore privato con la differenza che, se si cambia datore di lavoro, si può decidere di spostare i contributi versati in un altro fondo.

MATERNITÀ

lo stato inglese considera la professione infermieristica al pari di qualsiasi altraprofessione “non a rischio” e quindi, in UK, non esiste il congedo di maternità obbligatorio.Ecco perché le infermiere continuano a lavorare anche per 13 ore al giorno, stando in piedi o spostando carichi pesanti anche fino al nono mese di gravidanza. Tuttavia esiste il congedo per maternità (maternity leave) e consiste in un totale di 52 settimane da prendere circa 11 settimane prima della prevista nascita del bambino. La futura madre potrà, inoltre, decidere di non usufruire di tutto il tempo consentito ma sarà obbligata a stare a casa durante le 2 settimane successive al parto. Infine la donna può decidere di stare a casa con il neonato ben oltre il tempo consentito per un totale di 6 mesi in più; un periodo in cui, tuttavia, non percepirà alcuno stipendio.

Il maternity pay (l’indennità per maternità) è pagato per 39 settimane: per le prime 6 settimane si riceve il 90% dello stipendio medio settimanale netto e poi si avrà diritto a £139,58 settimanali o al 90% dello stipendio medio settimanale per le altre 33 settimane (ovviamente da questa cifra devono essere tolte tasse e trattenute).

Nel caso in cui non si abbia diritto a ricevere l’indennità, si può avere diritto al maternity allowance se si è lavorato almeno per 26 settimane nelle 66 settimane precedenti alla nascita del bambino (guadagnando almeno £30 a settimana) o se si è lavorato per almeno lo stesso tempo in un’attività a gestione familiare. Nel primo caso, il MA ammonta al 90% dello stipendio medio settimanale o a £139,58 a settimana; nel secondo caso si percepiranno £27 a settimana. In entrambi i casi (Maternity Pay o Allowance) le indennità sono davvero molto basse se proporzionate al costo medio della vita inglese.

Il sistema sanitario italiano, per quanto riguarda l’assistenza alle future madri e ai bebè, è piuttosto buono. In Italia, infatti, le neo mamme hanno diritto al congedo da 2 mesi prima a 3 mesi dopo il parto e percepiscono una retribuzione pari all’80% dello stipendio medio. Inoltre hanno la possibilità di richiedere, in qualsiasi momento (e può farlo anche il padre) e fino al raggiungimento del terzo anno di età del figlio, ulteriori 6 mesi di maternità percependo il 30% dello stipendio. In più le infermiere e le lavoratrici del settore sanitario italiano possono stare a casa dal momento esatto in cui scoprono di aspettare un figlio e, per legge, sono vietati loro i turni notturni durante tutta la gravidanza e per i 7 mesi successivi al parto. In UK, invece, un’infermiera incinta può lavorare fino al nono mese di gravidanza e poi, una volta avuto il bimbo, può tornare al lavoro non prima di 2 settimane dopo la nascita: un periodo davvero molto breve! Nonostante ciò, in UK, sono numerosi i servizi dedicati alle puerpere: è presente un’ostetrica addetta all’assistenza domiciliare alle neo mamme, i medicinali sono gratuiti per mamme e bimbi per tutto il primo anno e si ricevono contributi statali mensili (anche se relativamente bassi: 80 sterline per il primo figlio e 60 per il secondo).

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