Francesco si racconta

Francesco si racconta

“Solo quelli che rischiano andando troppo lontano potranno scoprire quanto lontano sono destinati ad andare” Così recita il detto e io sono sicuramente d’accordo. Il mondo è pieno di persone che si lamentano delle loro vite ma non hanno il coraggio di cambiarle, prendendo delle decisioni importanti come intraprendere un percorso di studio o di
Tempo di lettura: 3 minuti
Pubblicato il Settembre 3, 2015 - di alessia

“Solo quelli che rischiano andando troppo lontano potranno scoprire quanto lontano sono destinati ad andare”

Così recita il detto e io sono sicuramente d’accordo. Il mondo è pieno di persone che si lamentano delle loro vite ma non hanno il coraggio di cambiarle, prendendo delle decisioni importanti come intraprendere un percorso di studio o di lavoro all’estero. Certo, è rischioso, difficile da prevedere cosa succederà quando si decide di ‘cercar fortuna all’estero’, ma sono fortemente convinta che qualunque sia l’esito dell’esperienza, non si avranno rimpianti e si avrà la certezza assoluta di averci provato, anche solo per mettere una ciliegina sul cv!

E allora, fissa un obiettivo, non pensarci troppo e parti!

Le opportunità vanno prese al volo, ce lo racconta il nostro amico Francesco, sviluppatore web a Londra.

1. Raccontaci un po’ di te: da dove vieni, dove vivi, che lavoro fai..

Sono Francesco, vengo dalla provincia di Venezia e ormai vivo a Londra da quasi 4 anni. Da quando mi sono trasferito qui lavoro nell’ambito dello sviluppo web.

2. Come ti trovi? Sei felice della tua scelta? Tornassi indietro, faresti qualcosa di diverso?

Mi trovo molto bene, nel mio settore ci sono grosse possibilità di crescita, ottimi stipendi e a differenza dell’Italia vieni valorizzato e premiato se metti il determinato impegno nelle cose che fai. Sono decisamente felice della scelta fatta e nella situazione attuale non tornerei mai indietro.

3. Come è iniziata la tua storia? Dove hai studiato?

Ho iniziato a studiare informatica alle superiori, per poi proseguire con una laurea triennale alla Cà Foscari, Venezia.

4. Perché hai deciso di lavorare all’estero e perché proprio in Inghilterra? E’ stata una scelta o il risultato di eventi e coincidenze?

A dire la verità non ho deciso di venire qui in Inghilterra. Una serie di eventi mi ha portato a scegliere di provarci e fortunatamente tutto è andato per il meglio.

5. Come definiresti il tuo livello di inglese quando sei partito?

Decisamente scolastico. Nulla di avanzato, buona comprensione grazie anche a film e serie tv sempre guardate in lingua originale, qualche difficoltà nel parlare. Purtroppo la preparazione di base offerta nelle scuole italiane a mio avviso è decisamente carente. Soprattutto per il fatto di avere insegnanti vecchi e non madrelingua.

6. Consiglieresti a chi vuole intraprendere un percorso simile al tuo di arrivare in un paese anglofono con un livello minimo, oppure di arrivare preparati?

Ce la si può fare benissimo con un livello di base. Chiaro che si è avvantaggiati con un livello superiore ma qui la gente si sforza a capirti e sono decisamente gentili nel ripetere più e più volte.

7. Hai dei progetti per il futuro?

A dire la verità no. Deciderò mano a mano cosa fare.

8. Senti che questa esperienza ti ha cambiato? Se sì, riusciresti a descrivere in che modo?

Sicuramente è un esperienza che ti cambia in molti aspetti. Cultura nuova, vivere da solo o assieme ad altre persone, nuovi amici; per quanto riguarda me è una realtà molto più grande rispetto al paese da dove vengo. Sono tutte cose che ti fanno maturare e capire che al di fuori delle mura di casa c’è un mondo da scoprire e che ci sono opportunità per tutti, se si è disposti a fare qualche sacrificio.

9. Hai consigli da dare a ragazzi/e italiani/e che vorrebbero lavorare in Inghilterra o in un altro paese anglofono?

Se siete veramente convinti di farlo, fatelo. Senza pensarci. Ma partite con un’idea, un progetto. Datevi degli obiettivi. Partire tanto per farlo non ha senso, è solo tempo sprecato.

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