Come aprire un’attività a Londra

Come aprire un’attività a Londra

Sappiamo tutti che quest’anno il Regno Unito ha votato e ha deciso di lasciare l’Unione Europea; chi aveva intenzione di lasciare l’Italia alla volta dell’Inghilterra si è trovato, allora, attanagliato da numerosi e legittimi dubbi (che hanno colto anche i connazionali già presenti oltremanica). C’è da dire che per adesso e fino alla ratifica della
Tempo di lettura: 5 minuti
Pubblicato il Novembre 10, 2016 - di alessia

Sappiamo tutti che quest’anno il Regno Unito ha votato e ha deciso di lasciare l’Unione Europea; chi aveva intenzione di lasciare l’Italia alla volta dell’Inghilterra si è trovato, allora, attanagliato da numerosi e legittimi dubbi (che hanno colto anche i connazionali già presenti oltremanica). C’è da dire che per adesso e fino alla ratifica della Brexit, quindi fra due anni, le cose non cambieranno e tutto ciò che era valido, lo sarà ancora per il prossimo biennio. Ecco perchéquesto è il momento migliore per partire e trasferirsi ed ecco perché è anche il momento migliore per aprire un’attività e mettersi in proprio!

La prima cosa da fare sia che tu voglia aprire un ristorante sia che tu voglia lavorare come freelance, è creare un business plan (utile anche se hai deciso di rimanere in Italia) tenendo ben presente che nel Regno Unito dovrai fare i conti con competitor molto più numerosi: la concorrenza è spietata ed è dura ricavarsi una propria nicchia di mercato.

Come aprire un’attività a Londra: i prezzi

La giusta premessa da fare è che tutto ciò he troverai scritto qui è valido non solo per quanto riguarda Londra ma anche per quanto riguarda il resto del Regno Unito.La prima buona notizia, poi, è che aprire un’attività oltremanica costa solo £40 e l’intera procedura si può evadere in una mezz’ora.Infatti la burocrazia inglese, per quanto riguarda l’apertura di un’attività, è pressoché inesistente: si può fare tutto da soli perché non servono notai o commercialisti, in poco tempo e anche online!

Le forme giuridiche

Le forme giuridiche più diffuse nel Regno Unito sono principalmente tre:

  • Sole trader;

In pratica è l’equivalente della nostra partita iva con la differenza che, in Italia, avere una partita iva è una scelta difficile: le spese sono altissime, le tasse idem e non si può scaricare quasi niente. In UK, invece, essere un self employed significa lavorare in proprio e godere di un regime fiscale agevolato. Questa forma giuridica è indicata, allora, per i liberi professionisti e per tutte le attività che coinvolgono un piccolo capitale iniziale; questo perché in UKnon c’è distinzione tra persona fisica e attività imprenditoriale.

  • Limited Company (Ltd);

Se, invece, vuoi mantenere distinta la persona fisica dall’attività professionale oppure se hai dei soci o se vuoi assumere personale,questa è la forma giuridica più indicata ed è l’equivalente della nostra srl. Con l’unica (ma non tanto piccola) differenza che avviare un’attività di questo tipo non necessita di un notaio e di spese notarili!

  • Partnership;

Questa forma è indicata per le società fra persone e ha una regolamentazione tutta sua. Qui i soci sono più di uno ma garantiscono la società ognuno con il proprio patrimonio personale e, infatti, è raccomandata solo in determinati casi.

Come aprire un’attività a Londra: la Company House

La prima cosa da fare dopo aver scelto la forma giuridica più adatta è recarsi allo sportello della Company House e compilare il modulo d’avvio attività; contestualmente si pagano circa £40 (ma la procedura si può fare anche online). Il risparmio deriva, quindi, dal fatto che non ci sono costi notarili o per il commercialista e, nel caso in cui si decida di chiudere la società, il costo sarebbe di sole £10.

Poi, entro 3 mesi dall’apertura dell’attività, questa deve essere registrata all’Island Revenue, l’agenzia delle entrate britannica; in questo modo lo Stato potrà calcolare il valore di tasse e contributi da pagare per il National Insurance.

Come aprire un’attività a Londra: le tasse

Le tasse sono davvero una piaga per chi lavora in proprio in Italia: sono altissime, mettono a dura prova i lavoratori autonomi e spesso sono la causa stessa della chiusura di una partita iva. In Inghilterra, invece, le tasse per chi ha un’attività in proprio non sono così alte e si pagano all’HMRC presentando la documentazione alla Company House. L’anno fiscale inglese inizia e finisce ad aprile e il primo rendiconto può essere presentato addirittura dopo 21 mesi dall’avvio dell’attività.

Per quanto riguarda gli importi da pagare, ci sono scaglioni di importi e si è tassati a seconda di quanto si guadagna.Sotto le £11.000 si è free tax; fino alle £30.000 si paga il 20% e fino alle £50.000 si paga il 40% ma non sul totale: sulla differenza fra il primo scaglione e il secondo. E poi si possono scaricare le spese per intero, cosa che in Italia non è possibile!Inoltre il proprio business dovrà essere registrato per la VAT (Value Added Tax) solo se si superano le 82.000 sterline annue.

Insomma, come dimostra questo regime fiscale agevolato, nel Regno Unito sono messi in atto numerosi accorgimenti volti ad aiutare e ad incoraggiare le piccole imprese e i piccoli imprenditori.

To know

Le attività per cui è necessaria una licenza da richiedere all’autorità locale sono: taxi, commercianti di strada, venditori porta-a-porta, lavavetri, babysitter, istruttori di scuola guida e ristoranti che vendano bevande alcoliche.Per tutte le altre attività non è necessaria una licenza.

Per quanto riguarda, invece, eventuali finanziamenti, in UK è molto importante la credit history, la storia finanziaria di chi sta chiedendo un prestito/mutuo/finanziamento: se non hai “un passato” fiscale (oppure se non hai “un buon passato” fiscale) accedere ai mutui si rivelerà molto difficile ma tutto ovviamente dipende dal tipo di attività che si desidera avviare.

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