Would you like a cup of tea?

Would you like a cup of tea?

Quando pensiamo agli inglesi, inevitabilmente ci viene in mente un salotto con tante persone riunite a parlare sorseggiando una tazza di tè. Da questa abitudine così British trae origine l’espressione it’s not my cup of tea, modo di dire inglese per antonomasia sulla bevanda che ha cambiato il modo di socializzare di questo popolo il quale,
Tempo di lettura: 4 minuti
Pubblicato il Febbraio 25, 2015 - di alessia

Quando pensiamo agli inglesi, inevitabilmente ci viene in mente un salotto con tante persone riunite a parlare sorseggiando una tazza di tè. Da questa abitudine così British trae origine l’espressione it’s not my cup of tea, modo di dire inglese per antonomasia sulla bevanda che ha cambiato il modo di socializzare di questo popolo il quale, per entrare in possesso delle preziose foglie di tè, ha viaggiato e combattuto in lungo e in largo. Ancora oggi gli inglesi consumano una media di 2,1 chili di tè pro capite all’anno, uno dei più alti tassi al mondo insieme all’Irlanda e alla Turchia.

Parliamo di tè: dalla storia ai modi di dire in inglese

Se ad oggi il tè è una tradizione irrinunciabile tanto da meritare un posto fra i più famosi modi di dire inglesi, lo si deve proprio al suo ruolo da protagonista nella storia del Regno Unito. Furono i Portoghesi a introdurre la bevanda in Europa ma la prima importazione di cui si ha traccia fu da parte della Compagnia Olandese delle Indie Orientali; infatti il tè divenne dapprima popolare in Francia e nei Paesi Bassi e l’Inghilterra fu l’ultima grande potenza a stabilire il proprio commercio con Cina e India.
Nel 1600 Elisabetta I fondò la Compagnie delle Indie Orientali che divenne la più grande importatrice di tè in Inghilterra fino al 1874, anno della sua scomparsa. La compagnia ebbe il monopolio del commercio del tè e la domanda di questa pianta era così alta da equivalere a quella di un colosso petrolifero. La compagnia aveva un proprio esercito, gestiva colonie e combatteva guerre per assicurarsi le migliori rotte commerciali.

Curiosità

  • La parola “tè” deriva dalla resa tê (pronuncia tei) di un carattere cinese diffuso nel sud del Fujian e a Taiwan. Da questa pronuncia cinese derivano, con lievi varianti, le parole per tè in: malese, danese, inglese, spagnolo, svedese, yiddish, ebraico, cingalese, tamil, finlandese, francese, italiano, lettone, tedesco, olandese e ungherese.
  • In origine il tè era assunto come bevanda rinvigorente, per le sue note proprietà eccitanti e la classe lavoratrice lo beveva come alternativa analcolica alla birra.
  • Il Boston Tea Party, non è una festa che si tiene nella città di Boston ma è il nome di un famoso episodio accaduto nel 1773 quando un carico di tè fu attaccato da un gruppo di ribelli che ne presero possesso e buttarono in mare tutto il carico. Questo episodio diede inizio alla guerra di indipendenza americana.
  • Dal 1707, uno dei più grandi spacci di tè a Londra è il Fortnum & Mason a Piccadilly. Vende più di sessanta varietà di tè.

Tipi di tè

  • Tè verde (green tea): ricco di antiossidanti, possiede proprietà remineralizzanti, facilita la digestione e può essere utile nella prevenzione di arteriosclerosi e tumori.
  • Tè nero (black tea): rispetto al tè verde ha un sapore e un effetto più forte sull’organismo poiché contiene teina in maggiore quantità. L’impiego di tè nero è stato sottoposto a studi per la prevenzione di diabete e ictus. Tra le ricette più note a base di tè nero troviamo: l’English breakfast, una miscela di tè proveniente da Assam, Ceylon e Kenia. Questa varietà di tè è caratterizzata dall’avere un gusto corposo e deciso.
  • Earl grey: una varietà di tè, aromatizzato con l’olio estratto dalla scorza del bergamotto. In passato il nome era dato solo alle miscele di tè nero aromatizzate al bergamotto; attualmente sono chiamate Earl Grey anche le varietà a base di tè verde, tè bianco e oolong oltre che le tisane come il rooibos, che contengono l’olio dell’agrume.
  • Prince of wales: è un tè nero proveniente dallo Yunnan e da altre regioni meridionali e centrali della Cina. Questa è una miscela di colore chiaro che possiede un gusto gradevole. La degustazione è particolarmente indicata in tarda mattinata senza l’aggiunta di nient’altro.
  • Tè bianco (white tea): tipologia di tè meno lavorata in assoluto, le sue foglie non subiscono alcun tipo di processo di trasformazione al di fuori dell’essiccazione. La bevanda ha un forte potere antiossidante.
  • Tè giallo (yellow tea): il colore giallo dalle foglie viene trasferito alla bevanda, ancora non molto diffusa in Europa.

It’s not my cup of tea: spiegazione e uso del modo dire

Tradotta letteralmente con “non è la mia tazza di tè”, l’espressione it’s not my cup of tea viene utilizzata per indicare qualcosa che non ci interessa o non fa al caso nostro. L’importanza che questa bevanda ha avuto nella storia inglese, ad oggi vero e proprio rituale a cui non si sottrae nemmeno Sua Maestà la regina, è all’origine di questo modo di dire così caratteristico. Del resto, come ben sa chi frequenta un corso di inglese, questa lingua è ricca di modi di dire insoliti e divertenti: conoscerli e utilizzarli nel modo corretto ti farà apparire un perfetto madrelingua!

Il tè in Inghilterra ha anche un significato patriottico, Sting ce lo dimostra nella sua “Englishman in New York”:

I don’t drink coffee, I take tea, my dear

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